mercoledì,Giugno 19 2024

Pnrr, dai Comuni di Vibo e Pizzo progetto per la mobilità ecosostenibile: ecco cosa si farà

I due enti aderiscono all’Avviso (pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri) per la presentazione di proposte per la realizzazione di Piani di sviluppo di Green Communities

Pnrr, dai Comuni di Vibo e Pizzo progetto per la mobilità ecosostenibile: ecco cosa si farà

Presentato dai Comuni di Vibo Valentia e di Pizzo il progetto “Verso una mobilità eco – rinnovata Pizzo – Vibo”». I due enti hanno così aderito, in forma aggregata, all’Avviso (pubblicato sul sito istituzionale del Dipartimento per gli affari regionali e le autonomie della Presidenza del Consiglio dei Ministri) per la presentazione di proposte di intervento per la realizzazione di Piani di sviluppo di Green Communities da finanziare nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza – Economia circolare e agricoltura sostenibile, finanziato dall’Unione europea – NextGenerationUe. L’ente capofila – in virtù di una apposita convenzione sottoscritta dal sindaco del capoluogo Maria Limardo e dal primo cittadino di Pizzo Sergio Pititto – è il Comune napitino, mentre responsabile unico del procedimento è il dirigente dell’ufficio tecnico del Comune di Pizzo Nico Donato. [Continua in basso]

Pizzo ente capofila del progetto: ecco cosa dovrà fare

Il Comune di Pizzo, dunque, proprio in qualità di ente capofila, è responsabile dell’attuazione dell’intero progetto. «Si impegna – è scritto nella convenzione firmata dai due primi cittadini – a svolgere tale ruolo con la massima diligenza, al fine di raggiungere gli scopi per cui il progetto stesso è stato definito e di garantire l’armonia nei rapporti tra gli enti sottoscrittori». A tal fine cura la gestione dei rapporti con il Ministero e con la Regione Calabria» e, «in caso di approvazione del progetto da parte dello stesso Ministero, anche la gestione del finanziamento da questo erogato». Quindi, seguirà «il coordinamento delle attività poste sotto la responsabilità degli altri enti sottoscrittori, trasferendo a questi le risorse necessarie alla loro esecuzione, nei limiti del finanziamento ricevuto».  L’ente capofila si impegna, inoltre, «a verificare la realizzazione del progetto nel rispetto degli obiettivi, dei contenuti, dei tempi, dell’articolazione, delle modalità organizzative ed esecutive di svolgimento e dei costi specificati nel progetto stesso», nonché  «a svolgere attività di monitoraggio, in collaborazione con gli enti sottoscrittori e in rapporto con il Ministero» ed «a promuovere il coinvolgimento nel progetto degli altri partner pubblici e privati che, nel rispetto di quanto previsto dal decreto e delle regole di evidenza pubblica, collaboreranno alla sua attuazione. Gli enti sottoscrittori assicurano l’impiego del personale, delle dotazioni strumentali e tecnologiche necessarie per il corretto svolgimento delle attività di progetto».

Ma non basta: ciascun ente sottoscrittore, infatti, «prende atto che la ripartizione delle risorse per la realizzazione delle attività e delle azioni previste dal progetto avverrà ad opera del Comune capofila, sulla base delle indicazioni e del dettaglio dei costi contenuti nel progetto stesso. In tale ambito – si legge sempre nella convenzione – il capofila si impegna a concordare con gli enti sottoscrittori, in sede di cabina di regia, l’attribuzione del ruolo di stazione appaltante», quindi «comunicare a tutti gli enti sottoscrittori e con la periodicità definita nel regolamento lo stato di avanzamento del progetto» e «provvedere ai pagamenti in base a rendiconti e stati d’avanzamento, in concomitanza con l’introito del relativo finanziamento statale».

Obiettivi delle Green Communities

Il progetto delle Green Communities, in particolare, nasce con l’obiettivo di supportare lo sviluppo sostenibile dei territori che intendano sfruttare in modo equilibrato le loro risorse naturali. In altre parole le comunità locali – anche in forma coordinata o associata – saranno aiutate nell’elaborazione di Piani di sviluppo energetico, ambientale, economico e sociale che mettano al centro le risorse di cui dispongono tra cui in primo luogo acqua, boschi e paesaggio. L’importo concedibile per ogni singola proposta di intervento, nei limiti degli importi assegnati a ciascuna Regione, varia da un minimo di 2.000.000,00 di euro a un massimo di 4.300.000,00 di euro. 

Punti di forza della proposta progettuale

Il progetto messo in campo dai Comuni di Vibo Valentia e di Pizzo “Verso una mobilità eco – rinnovata Pizzo – Vibo”» prevede, tra le altre cose, «l’implementazione dei bus elettrici e delle stazioni intermodali dotate di e-bike, city bike e carsharing, i quali dovranno garantire un «capillare spostamento lungo la costa nord-sud e il comodo raggiungimento delle puntuali mete. Un ulteriore punto di forza, seppure latente, è costituito dalla progettazione integrata in corso». Oltre alla mobilità sostenibile su gomma, i comuni di Pizzo e Vibo stanno affrontando il tema del recupero della linea ferroviaria di costa “Lamezia-Rosarno” via Tropea «con lo scopo di trasformarla come mezzo in superficie di spostamento sempre in direzione nord-sud. Anche esso è un progetto che prevede l’aumento del numero delle fermate, il restauro delle stazioni esistenti, la dotazione di ulteriori unità intermodali per garantire il raggiungimento delle specifiche mete. Un progetto – si fa notare – che, insieme al potenziamento delle vie d’acqua di mare in fase di impostazione, della rivalutazione paesaggistica dei tracciati agricoli/pastorizi e del percorso ciclo/pedonale costiero (studio di fattibilità approvato), da località Seggiola (Pizzo) al lido di Vibo Marina, restituisce al tratto costiero in esame un’articolata mobilità che rappresenta un valore e una risorsa in quanto crea differenza in base alle possibilità di ogni soggetto. Il diritto alla mobilità non è il diritto al trasporto ma – è scritto  nel format della proposta di progetto – riguarda la possibilità di avere una maggiore flessibilità, connettività, reversibilità e un migliore accesso alle diverse destinazioni e risorse».

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