Guerra per bande al Tribunale di Vibo, il pm smentisce

«Posso assicurare che non vi è mai stata alcuna lotta o guerra o scontro fra i magistrati del Tribunale di Vibo Valentia».

«Posso assicurare che non vi è mai stata alcuna lotta o guerra o scontro fra i magistrati del Tribunale di Vibo Valentia».

Informazione pubblicitaria

«Così come nessun contrasto fra giudici, ma solo normali e fisiologici confronti con magari qualche divergenza fra colleghi che rientra però nell’ambito della normalità».
È quanto affermato dal magistrato Fabio Regolo, attualmente pm alla Procura di Catania, dal 2009 per cinque anni in servizio al Tribunale di Vibo Valentia e che ha deposto ieri dinanzi al Tribunale collegiale vibonese quale teste dell’accusa (sostenuta dalla Dda di Catanzaro) nel processo “Purgatorio” che vede imputati l’ex capo e vicecapo della Squadra Mobile di Vibo, Maurizio Lento ed Emanuele Rodonò, accusati di concorso esterno in associazione mafiosa, e l’avvocato Antonio Galati.

Il magistrato Fabio Regolo (in servizio a Vibo quale giudice delegato ai fallimenti e poi quale giudice penale e gip) non ha così confermato la tesi accusatoria del Ros di Catanzaro che con il colonnello Giovanni Sozzo (ascoltato in udienza il 22 maggio scorso) aveva parlato di “guerra” all’interno del Tribunale di Vibo collocando i magistrati (oggi quasi tutti trasferiti in altre sedi) come divisi in due opposte fazioni. Il teste Regolo ha poi escluso di aver mai avuto contrasti di alcun genere con l’avvocato Galati. (Agi)