mercoledì,Febbraio 21 2024

Insufficienza cardiaca, aumenta la mortalità nel Vibonese

Il dato è emerso nel corso del meeting “Vibo emergency medicine, che si è svolto nei giorni scorsi nella Scuola allievi agenti di Polizia vibonese. A fare il punto Francesco Barillà, luminare della materia

Insufficienza cardiaca, aumenta la mortalità nel Vibonese

La novità emersa dai lavori del ventinovesimo convegno di “Vibo emergency medicine” che vuole l’unità operativa di Pronto Soccorso del “G. Jazzolino” di Vibo Valentia, diretto da Enzo Natale, primo centro d’Italia tra i servizi dei presidi sanitari (cinquanta) che partecipano ad uno studio clinico multicentrico internazionale sui pazienti affetti da scompenso cardiaco acuto, ha reso più interessante e competitiva la partecipazione di autorevoli esperti in patologie cardiovascolari che si sono succeduti al microfono dell’affollato Auditorium della Scuola di Polizia.

Il Pronto soccorso di Vibo primo centro d’Italia in uno studio internazionale

Il confronto tra la somministrazione di un vaso dilatatore e la terapia standard per questo genere di patologia ha sviluppato un intenso dibattito che ha visto impegnata una vasta rappresentanza della scuola calabrese di cardiologia.

Una interessante attenzione e stata riposta, tra gli altri, all’intervento del professor Francesco Barillà, associato di Cardiologia al Dipartimento cuore e grossi vasi “A. Reale” dell’Università Sapienza di Roma.

Calabrese, reggino di nascita, Francesco Barillà, che ha confermato la notevole incidenza sul territorio calabrese e vibonese, in particolare, della patologia che è considerata l’epidemia del terzo millennio ad alto tasso di mortalità annuale, riferendo il suo interesse allo scompenso cardiaco cronico da insufficienza cardiaca congestizia l’ha definita una condizione patologica nella quale il cuore non è in grado di pompare sangue in quantità sufficiente per soddisfare le esigenze metaboliche dei vari organi. Una patologia molto diffusa sul territorio vibonese.

Vibo Emergency, la città è capofila della medicina d’urgenza

Secondo le stime è in aumento tanto negli uomini che nelle donne e questo lo si deve anche al successo delle cure mediche per malattie cardiovascolari come infarto miocardico acuto, di malattie come il diabete, all’invecchiamento della popolazione e anche all’uso di farmaci antineoplastici che da un lato migliorano la prognosi dei pazienti con tumore e dall’altro, trattandosi di farmaci cardiotossici, possono provocare dei serio danni al cuore.

Per Francesco Barillà, «a tutt’oggi, ed in Calabria in particolare, il trattamento per l’insufficienza cardiaca congestizia, sta diventando sempre più intenso, i farmaci utilizzati sono Ace inibitori, inibitori recettoriali dell’Aldosterone ed i beta bloccanti. Il riferimento è all’Ivabrandina per la riduzione della frequenza cardiaca superiore a 70 battiti al minuto; ma hanno provocato effetti positivi nella cura anche il Sacubitril ed il Valsartan che hanno prodotto una serie di effetti benefici, riducendo, tra l’altro, il rischio di morte improvvisa».

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