Criminalità senza freni, una settimana di intimidazioni nel Vibonese

Tre episodi nel giro di pochi giorni non fanno dormire sonni tranquilli. L’appello di Libera: «Gli imprenditori non vengano lasciati soli»

Tre episodi nel giro di pochi giorni non fanno dormire sonni tranquilli. L’appello di Libera: «Gli imprenditori non vengano lasciati soli»

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È stata una settimana di fuoco nel Vibonese. Ma questa volta non c’entrano le metafore e non c’entra il clima. È stata una settimana di intimidazioni ai danni di imprese che operano sul territorio provinciale. Si è partiti con l’incendio delle luminarie al termine della festa di San Rocco ad Acquaro, con la ditta, di Vibo Valentia, che ha conteggiato oltre quattromila euro di danni. Si è proseguiti lunedì mattina a Pizzo, quando i carabinieri hanno chiamato il titolare della Cooper Poro di Rombiolo per comunicargli che quella trivella da cinquantamila euro installata nel cantiere era andata in fumo. La settimana horribilis è finita, si spera, ieri mattina, con un’altra intimidazione: niente fiamme, ma liquido infiammabile sì, ed anche due cartucce. Destinatario: la Calabria Maceri, che da giugno si occupa della raccolta dei rifiuti a Pizzo. 

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Su tutti e tre gli episodi stanno indagando i carabinieri delle Compagnie di Serra San Bruno e Vibo Valentia. L’episodio di Acquaro appare sganciato da quelli di Pizzo, che non è escluso possano avere anche qualche collegamento tra loro, essendo avvenuti a distanza di appena 48 ore uno dall’altro ed in un territorio sul quale da sempre sono forti gli appetiti della criminalità organizzata. Su questi episodi arriva ora la presa di posizione di Libera. In una nota l’associazione antimafia, «nell’esprimere piena solidarietà e vicinanza alle ditte colpite», auspica che «le forze dell’ordine riescano ad individuare i responsabili». «Pur essendo certi del lavoro meticoloso e attento che verrà portato avanti – commentano dal sodalizio – siamo convinti che questo non sarà sufficiente perché è necessario intervenire prima che questi fatti avvengano, garantendo tranquillità e sicurezza a chi decide di investire in questa terra, dando lavoro a uomini e donne che scommettono nel restare». L’augurio, infine, è che vi sia «una sempre maggiore sinergia tra istituzioni, politica, forze dell’ordine, associazionismo e collettività per poter fronteggiare questa guerra senza trincee contro un nemico comune, che è la ‘ndrangheta».

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A fuoco ad Acquaro le luminarie della festa di San Rocco, indagini

Bruciata una trivella utilizzata per i lavori di costruzione di una chiesa a Pizzo