venerdì,Luglio 12 2024

Operazione Maestrale: ordinanza annullata per quattro indagati

Tra loro anche l’ex vicesindaco di Mileto. Ecco tutte le decisioni del Tribunale del Riesame

Operazione Maestrale: ordinanza annullata per quattro indagati
Giuseppe Mangone
Simone Melluso

Lascia gli arresti domiciliari Piero Castagna, 45 anni, di Vena Superiore, coinvolto nell’operazione Maestrale-Carthago della Dda di Catanzaro. Il Tribunale del Riesame ha infatti annullato l’ordinanza in accoglimento di un ricorso degli avvocati Sergio Rotundo e Francesco Schimio. Piero Castagna è accusato di detenzione ai fini di spaccio di svariate dosi di marijuana per un valore complessivo di tremila euro. Il Tribunale della libertà di Catanzaro, in accoglimento di un ricorso degli avvocati Giuseppe Di Renzo e Marianna Zampogna, ha poi annullato l’ordinanza di custodia cautelare ai domiciliari nei confronti Giuseppe Mangone, 68 anni, di Mileto, accusato del reato di estorsione aggravata dalle finalità di agevolazione della cosca di Mileto nonché dalla metodologia mafiosa. Giuseppe Mangone resta tuttavia detenuto in carcere in quanto coinvolto nell’operazione Rinascita Scott dove la pubblica accusa ha già avanzato nei suoi confronti la richiesta di condanna a 18 anni di reclusione. Il Tribunale del Riesame ha poi annullato l’ordinanza nei confronti di Simone Melluso, 38 anni, di Briatico (per due ipotesi estorsive con l’aggravante mafiosa), confermando la misura per l’associazione mafiosa rispetto alla quale Melluso è già stato condannato a 7 anni in appello nel processo nato dall’operazione antimafia denominata Costa Pulita. Simone Melluso resta attualmente detenuto anche per l’operazione antimafia denominata Olimpo. Simone Melluso è difeso dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Mauro Lanzo. Infine, il Tribunale del Riesame ha annullato l’ordinanza agli arresti domiciliari nei confronti di Antonio Gaetano Prestia (cl ‘64) di Comparni di Mileto, difeso dall’avvocato Giuseppe Monteleone. Antonio Prestia è stato assessore e vicesindaco al Comune di Mileto. Lo stesso per la Dda è risultato “a piena disposizione della consorteria agevolandone le condotte. In qualità di vicesindaco del Comune di Mileto ha consegnato le chiavi dell’ufficio anagrafe ad Angelo Bartone il quale ha perpetrato un furto di carte d’identità vergini, utili alle attività criminali della ‘ndrina alla quale appartengono, e soldi contanti trovati all’interno”. Ad Antonio Prestia, tuttavia, la Dda non ha contestato il reato di associazione mafiosa.

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