martedì,Aprile 16 2024

Sequestro di beni per 500mila euro in Calabria a un indagato nell’inchiesta “Libera Fortezza”

Le indagini avrebbero permesso di disvelare l'esistenza di un'articolata organizzazione criminale dedita all’erogazione di prestiti usurai a imprenditori e commercianti in crisi

Sequestro di beni per 500mila euro in Calabria a un indagato nell’inchiesta “Libera Fortezza”

Sequestro di beni per un valore di 500mila euro nel reggino. I finanzieri hanno dato esecuzione ad un provvedimento emesso dal Tribunale della città dello Stretto che dispone l’applicazione della misura di prevenzione patrimoniale del sequestro di beni – per un valore complessivamente stimato in 500 mila euro – nei confronti di un cittadino di Taurianova, il cui spessore criminale era emerso nell’operazione “Libera Fortezza”. In particolare, le indagini avrebbero permesso di disvelare l’esistenza di un’articolata organizzazione criminale operante a Polistena che, nell’ambito della cosca Longo-Versace, aveva lo scopo di conseguire vantaggi patrimoniali dall’erogazione di prestiti usurari a imprenditori e commercianti, creare un sistema abusivo di reperibilità del credito, mantenere il controllo del territorio sottoponendo le vittime a una condizione di dipendenza economica e commettere reati contro il patrimonio e l’incolumità individuale al fine di procurarsi ingiusti vantaggi economici. In tale contesto il soggetto è stato rinviato a giudizio, tra gli altri, per il reato di associazione di stampo mafioso. La locale Direzione distrettuale antimafia – sempre più interessata agli aspetti economico-imprenditoriali legati alla criminalità organizzata – ha delegato il Gico del Nucleo di Polizia economico-finanziaria di Reggio Calabria a svolgere apposita indagine a carattere economico-patrimoniale finalizzata all’applicazione di misure di prevenzione patrimoniali. I finanzieri hanno così ricostruito, attraverso una complessa e articolata attività di riscontro, il patrimonio direttamente ed indirettamente nella disponibilità del cittadino, il cui valore sarebbe risultato decisamente sproporzionato rispetto alla capacità reddituale manifestata. Da qui il sequestro di 9 immobili, denaro in contante nonché tutti i rapporti bancari, finanziari e relative disponibilità, per un valore complessivamente stimato in circa 500 mila euro.

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