lunedì,Aprile 22 2024

Banchine nel Porto di Vibo Marina, il Tar conferma la destinazione decisa dall’Autorità portuale

I giudici amministrativi rigettano la richiesta di sospensiva dell’ordinanza che destina la banchina Cortese per l’ormeggio di tutte le unità di pesca

Banchine nel Porto di Vibo Marina, il Tar conferma la destinazione decisa dall’Autorità portuale
Vibo Marina

La seconda sezione del Tar di Catanzaro ha rigettato l’istanza di tutela cautelare proposta da Cosimo De Pinto, Antonio De Leonardo, Andrea Grenci, Carmelo Finelli, Luciano De Leonardo, Andrea Gambardella (rappresentati e difesi dagli avvocati Sidney Arena e Pasquale Matera) finalizzata ad ottenere la sospensione dell’ordinanza del 15 novembre scorso del presidente dell’Autorità di Sistema Portuale avente ad oggetto la destinazione funzionale delle banchine del porto di Vibo Marina. Il ricorso, oltre che contro l’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, è stato presentato anche contro la Capitaneria di Porto e la Guardia costiera di Vibo Marina. Il ricorso mirava a sospendere gli effetti dell’ordinanza nella parte in cui assegna la destinazione funzionale alle banchine e alle aree portuali, disponendo nel porto di Vibo Marina i punti di ormeggio e in particolare destinando la banchina Cortese per l’ormeggio di tutte le unità da pesca. Secondo il Tar, “l’Autorità portuale dispone di ampia discrezionalità nella regolamentazione degli usi del Porto di Vibo Marina” e inoltre il provvedimento contestato “è stato assunto a valle di un’apprezzabile attività istruttoria con una relazione della Capitaneria di Porto che riferisce come presso la banchina Cortese, ormai da anni trovano riparo diversi motopescherecci”. Inoltre lo “specchio acqueo in cui attualmente sono posizionati i gavitelli è esposto, in modo per altro più diretto, all’effetto della risacca la cui intensità, al contrario, si dissipa grandemente prima di raggiungere la banchina Cortese”. Da tale relazione richiamata dal Tar a fondamento della propria decisione, gli effetti della risacca sono più evidenti alle banchine Papandrea, Bengasi e Pola, poiché sono orientate verso l’entrata del porto. Quando l’onda della risacca raggiunge la banchina Generale Malta ed infine la banchina molo Cortese ha ridotto il suo effetto quasi del 60%. Appare evidente – sottolinea il Tar – che se bisogna scegliere all’interno del porto una banchina dove ormeggiare le barche di legno, con una lunghezza che varia dai 5 metri ai 25 metri, la banchina più indicata risulta essere il molo Cortese”. I rischi prefigurati a sostegno della domanda cautelare di sospensione dell’ordinanza sono pertanto per il Tar “soltanto ipotetici” e da qui il rigetto della richiesta di sospenderne gli effetti e la condanna i ricorrenti, in solido tra di loro, alla rifusione delle spese di giudizio nei confronti dell’Autorità portuale, della Capitaneria di Porto, della Cadi srl e della Regione Calabria.   

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