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La Polizia consegna l’olio del “Giardino della memoria di Capaci” alla Diocesi di Mileto

L’olio, frutto degli ulivi piantumati a pochi passi dallo svincolo dove morì il giudice Falcone, la moglie e gli uomini della scorta, avvenne la tragedia, rappresenta un periodo di rinascita curato dalla Questura di Palermo e dall’associazione “Quarto Savona 15” rappresentando la vittoria del bene sul male

La Polizia consegna l’olio del “Giardino della memoria di Capaci” alla Diocesi di Mileto

Si è ripetuto anche quest’anno il suggestivo rito di consegna dell’olio del “Giardino della Memoria” all’autorità ecclesiastica territoriale, pronto ad essere consacrato nel corso della Settimana Santa per essere utilizzato per l’amministrazione dei sacramenti. Il significativo gesto è stato compiuto dal personale della Questura di Vibo Valentia, nel corso della celebrazione eucaristica svoltasi nella basilica cattedrale di Mileto in occasione della festività delle Palme. A ricevere materialmente l’ampolla contenente l’olio prodotto dall’associazione “Quarto Savona 15” – che prende il nome dalla sigla radio utilizzata dall’equipaggio della Polizia di Stato di scorta al giudice Giovanni Falcone – è stato il vescovo della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Attilio Nostro.L’iniziativa coinvolge annualmente tutte le varie Questure italiane e si inserisce nell’ambito delle manifestazioni per ricordare le vittime della mafia, nel trentaduesimo anniversario delle stragi perpetrate a Capaci e in via D’Amelio, a Palermo, dove persero la vita i giudici Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e Francesca Morvillo e i poliziotti incaricati della loro tutela, Antonio Montinaro, Rocco Dicillo, Vito Schifani, Agostino Catalano, Eddie Walter Cosina, Vincenzo Li Muli, Claudio Traina ed Emanuela Loi.

L’olio del “Giardino della Memoria” – frutto degli ulivi piantumati a pochi passi dallo svincolo di Capaci – è curato dalla Questura di Palermo e dall’associazione “Quarto Savona 15”. Esso viene donato annualmente, nel corso delle festività pasquali, quale simbolo di rinascita e affinché il frutto, nato dalla terra bagnata dal sangue dei caduti nella lotta contro la mafia, funga da emblema di redenzione per il territorio e di vittoria del bene sul male. Al termine della solenne funzione eucaristica presieduta a Mileto il vescovo Nostro ha, tra l’altro, invitato e accompagnato i numerosi fedeli a visitare per la prima volta la nuova sacrestia della chiesa madre della diocesi, prossima ad essere ultimata dopo i recenti lavori di ripristino.

     

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