lunedì,Maggio 17 2021

Orlando spazza via i dubbi: «Il Tribunale non chiuderà»

L’annuncio nella conferenza stampa conclusiva della visita in cui il ministro ha toccato con mano criticità e punti di forza della giustizia civile vibonese.

Orlando spazza via i dubbi: «Il Tribunale non chiuderà»

«Non solo sono infondate le voci di una chiusura, ma sarebbe abbastanza singolare chiudere un tribunale che ha un arretrato importante per andare a portarlo in un altro tribunale che, a sua volta, ha altro arretrato. Non siamo venuti qua per fare pagelle ma per dare una mano». L’annuncio che tutti attendevano arriva nel finale della conferenza stampa tenuta dal ministro della Giustizia Andrea Orlando al termine di un intenso «pomeriggio di lavoro» che l’ha visto impegnato, presso il Tribunale di Vibo, in una serie di incontri con i principali attori dell’apparato giudiziario cittadino. Il Tribunale dunque, stando a quanto dichiarato dal guardasigilli, non solo non chiuderà, ma almeno per ciò che attiene la giustizia civile, verrà accompagnato verso un progressivo miglioramento dell’efficienza che consenta di smaltire l’arretrato e di indirizzarsi verso quello che lo stesso Orlando ha definito «un salto di qualità». «Abbiamo proposto un patto – ha affermato ancora -: sperimentate, aggredite l’arretrato e noi vi sosterremo sul fronte organizzativo».

Partendo dal presupposto che la visita a Vibo «rientra in quel viaggio nella giustizia in sofferenza, allo scopo di capire come le riforme che portiamo avanti incidono nel concreto e quali sono ancora i correttivi da introdurre, per me – ha detto Orlando di fronte ai giornalisti – è stato un pomeriggio molto utile nel quale abbiamo analizzato e sviscerato i problemi, nonché sottolineato i punti di forza che anche in una realtà come questa esistono».

Quindi l’elenco delle sofferenze, «quelle che ci dicono i numeri», vale a dire «una situazione di arretrato significativo, con tempi eccessivamente lunghi sul processo civile». Poi, in evidenza, i punti di forza: «un non comune sviluppo del processo civile telematico (che in questa realtà è partito con forza), una disponibilità di tutti i soggetti della giurisdizione e dei lavoratori del comparto giustizia a rimboccarsi le maniche e sperimentare». E, ancora, la descrizione di una «situazione non dissimile da quella di altre sedi italiane, rispetto alla necessità d’interventi sul fronte del personale amministrativo, anche se con minori “patologie” rispetto ad altre realtà».

Capitolo a parte sulla dotazione organica dei magistrati. «Qui spesso sono di prima nomina e quindi sottoposti ad una serie d’incompatibilità che rende più macchinoso lo svolgimento dell’attività d’ufficio». Nelle more delle audizioni, ha riferito ancora il ministro, si è affrontata anche «la situazione edilizia del nuovo Tribunale di Vibo, tematica che – ha assicurato – verrà trattata in un’apposita visita dal direttore generale competente del Ministero che sarà qui nelle prossime settimane».

Poco prima della conferenza stampa, Orlando aveva ricevuto Martino Ceravolo, padre di Filippo, diciannovenne di Soriano ucciso tre anni fa in un agguato di ‘ndrangheta. Riconosciuto vittima di mafia, sul suo caso grava tuttavia una richiesta di archiviazione nonostante non siano stati ancora accertati i responsabili del delitto. Ceravolo si è detto «soddisfatto» dell’incontro nonché «onorato» di aver potuto esporre il suo caso al guardasigilli, riferendo inoltre di un suo interessamento alla vicenda.

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