Proclamato lo stato di agitazione dei funzionari del trattamento carcerario

L’annuncio dell’Anft. Si tratta delle figure che hanno il compito di curare la funzione rieducativa della pena nei detenuti
L’annuncio dell’Anft. Si tratta delle figure che hanno il compito di curare la funzione rieducativa della pena nei detenuti
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L’Associazione nazionale funzionari del trattamento, che ha come scopo statutario la tutela di interessi di categoria e dei singoli associati afferenti il profilo professionale di funzionario giuridico pedagogico dell’amministrazione penitenziaria, proclama lo stato di agitazione riservandosi di giungere all’adozione delle diverse possibili e legittime forme di protesta previste, compreso lo sciopero di categoria anche alla casa circondariale di Vibo Valentia. L’Anft lamenta il mancato inserimento di un ruolo tecnico che comprenda i funzionari di trattamento nell’organico del corpo di Polizia penitenziaria. «Senza che sia stata resa nota alcuna motivazione o proposta soluzione alternativa, le altre componenti del tavolo istituito presso il ministero dell’interno hanno ritenuto di non accogliere tale proposta, con grave pregiudizio per chi si trova quotidianamente in prima linea all’interno degli istituti penitenziari e per la funzionalità dell’esecuzione penale intramuraria». L’Anft intende precisare a questo proposito, che «un accoglimento di quanto prospettato, oltre a rispondere ad un interesse pubblico per il raggiungimento del mandato costituzionale riguardante l’effettività della funzione rieducativa della pena», comporterebbe un «adeguato riconoscimento giuridico ed economico del ruolo dei funzionari giuridico pedagogici, che con la loro specificità rappresentano ad oggi il perno attorno cui ruota tutta l’esecuzione penale intramuraria, proprio per i compiti loro assegnati rispetto alle funzioni della pena ed in particolare di quella rieducativa».

Secondo l’associazione sindacale «appare dunque innegabile come la natura complessa dei compiti oggi attribuiti ai funzionari giuridico pedagogici, la particolarità dello svolgimento degli stessi all’interno degli istituti penitenziari, i rischi connessi e la responsabilità sociale legata all’esercizio di tale ruolo, dovrebbe essere riconosciuta attraverso un trattamento giuridico ed economico ben diverso dall’attuale e nettamente al di sotto di tutti gli standard europei. Pur non di meno, si ripone fiducia affinché il consiglio dei ministri, nell’esercizio entro il prossimo 30 settembre della delega per il riordino dei ruoli delle forze di polizia, possa procedere all’istituzione del citato ruolo tecnico dei funzionari del trattamento all’interno del Corpo di Polizia penitenziaria. Si auspica quindi – conclude la nota – che lo stato di agitazione della categoria, possa essere utile a svegliare le coscienze e che si possa così addivenire all’accoglimento delle richieste dell’organismo rappresentativo scrivente».