‘Ndrangheta: il pentito Moscato svela quattro tentati omicidi programmati nel Vibonese

Il collaboratore indica mandanti ed esecutori dei progetti di morte contro Giuseppe Lo Bianco, Pasquale Quaranta, Bellissimo di Soriano e Giuseppe Accorinti
Il collaboratore indica mandanti ed esecutori dei progetti di morte contro Giuseppe Lo Bianco, Pasquale Quaranta, Bellissimo di Soriano e Giuseppe Accorinti
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Giuseppe Lo Bianco

Si indaga anche su quattro tentati omicidi di “peso” nell’ambito della ‘ndrangheta vibonese, a seguito delle dichiarazioni del collaboratore di giustizia Raffaele Moscato. Fatti di sangue programmati sin nei dettagli e dei quali il pentito ha indicato agli inquirenti mandanti ed esecutori. Dai verbali non più omissati ed agli atti dell’operazione “Rimpiazzo” contro il clan dei Piscopisani, si apprende infatti che diverse dovevano essere le vittime a cadere sotto i colpi delle armi da fuoco. Raffaele Moscato ha spiegato che nel mirino era finito “nel 2010 o 2011” Giuseppe Lo Bianco, 47 anni, detto “Peppe da Cina”, di Vibo Valentia, nipote del defunto boss Carmelo Lo Bianco, detto “Piccinni”, e già arrestato per rapina e altri reati. [Continua dopo la pubblicità]

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Pasquale Quaranta
Pasquale Quaranta

L’altro personaggio di spicco della criminalità organizzata vibonese che doveva morire, secondo Raffaele Moscato, era Pasquale Quaranta, 56 anni, di Santa Domenica di Ricadi, che sta scontando l’ergastolo in quanto ritenuto responsabile in via definitiva di essere stato il mandante dell’omicidio di Saverio Carone e dei tentati omicidi di Ivano Pizzarelli e Pietro Carone. L’omicidio di Saverio Carone è avvenuto a Santa Domenica di Ricadi il 12 marzo 2004, mentre i tentati omicidi di Ivano Pizzarelli e Pietro Carone portano le date del 30 novembre 2002 a Tropea e del 6 giugno 2004 a Santa Domenica. Pasquale Quaranta, legato al più potente clan dei La Rosa di Tropea e da ultimo anche al boss Pantaleone Mancuso, alias “Scarpuni” (come dimostrato dalle intercettazioni nel bar Tony di Nicotera Marina, agli atti dell’operazione “Costa Pulita”), secondo Moscato è rimasto vittima di un tentato omicidio “nel 2010 o inizio del 2011 a Santa Domenica di Ricadi”. Il collaboratore di giustizia ha indicato agli inquirenti anche l’autore del tentato omicidio, al momento coperto da segreto investigativo.

Giuseppe Accorinti, boss di Zungri

Moscato ricorda quindi che durante la festa di San Michele a Piscopio, a fine settembre del 2006, a restare ferita ad una spalla da un colpo di fucile era stata “una persona di Soriano a nome Bellissimo”. Anche in questo caso, il collaboratore ha indicato agli inquirenti gli esecutori del tentato omicidio, così come del programmato tentato omicidio del boss di Zungri, Giuseppe Accorinti, risalente al 2010 a Vibo Marina in via Senatore Parodi dinanzi al portone di casa dello stesso Moscato. Secondo il collaboratore, nonostante all’epoca Peppone Accorinti si trovasse agli arresti domiciliari, era stato autorizzato a recarsi dal dentista a Vibo Marina. Anche in questo caso, Raffaele Moscato ha indicato agli inquirenti mandanti ed esecutori della missione di morte contro il boss di Zungri. Fatti di sangue sui quali gli investigatori sono alla ricerca dei riscontri per chiudere il cerchio ed assicurare i responsabili alla giustizia.

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