Detenzione di armi e munizioni, tre arresti a Soriano

I fermi eseguiti dai carabinieri nell'ambito dei controlli successivi all'agguato di Ariola. Si valutano eventuali collegamenti con il fatto. Il fucile rinvenuto sarebbe compatibile con i proiettili esplosi all'indirizzo dei Loielo.

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I fermi eseguiti dai carabinieri nell'ambito dei controlli successivi all'agguato di Ariola. Si valutano eventuali collegamenti con il fatto. Il fucile rinvenuto sarebbe compatibile con i proiettili esplosi all'indirizzo dei Loielo.

La conferenza stampa per gli arresti di Soriano
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I carabinieri, nel corso di controlli a seguito del tentato omicidio di mercoledì scorso, hanno tratto in arresto tre persone, padre e due figli, per detenzione di armi e munizioni. Il tutto era nascosto all’interno di una masseria sita a Soriano in località “Piccica”. I militari dell’Arma hanno rinvenuto durante la perquisizione un fucile calibro 12 rubato ad Asti nel 2013, con matricola cancellata, una pistola calibro 9×21 sempre recante matricola abrasa, diverse munizioni, un giubbino, olio per lubrificare le armi che erano perfettamente funzionanti ed uno scaldacollo. Dai primi rilievi risulta che i proiettili esplosi all’indirizzo della famiglia Loielo siano compatibili con il tipo di fucile scoperto dai carabinieri, anche se ulteriori esami saranno effettuati dal Ris di Messina.

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Ad essere tratti in arresto con l’accusa di detenzione di armi e munizioni sono Francesco Arena, 64 anni, e i figli Giuseppe e Vincenzo rispettivamente di 31 e e 35 anni, tutti originari di Gerocarne, luogo in cui è avvenuto l’agguato, ma residenti a Soriano, già noti alle forze dell’ordine per reati specifici. Gli inquirenti ritengono che gli arrestati siano gli armieri di qualche gruppo criminale della zona.