venerdì,Aprile 4 2025

Inchiesta sui rifiuti a Vazzano, la Cassazione conferma il sequestro preventivo della società Eco Call dei Guarascio

Restano i sigilli anche a dieci automezzi della Ecologia Oggi spa degli imprenditori cosentini così come deciso dal Riesame e dal gip

Inchiesta sui rifiuti a Vazzano, la Cassazione conferma il sequestro preventivo della società Eco Call dei Guarascio
Limpianto di Vazzano e nel riquadro Eugenio Guarascio

Confermato il sequestro preventivo della società Eco Call spa, con sede a Vazzano, località Stagliate, e di dieci automezzi di proprietà della società Ecologia Oggi spa, rappresentata da Alessio Guarascio. La terza sezione penale della Cassazione ha infatti respinto il ricorso presentato dalla società “Ecologia Oggi”, confermando quindi la decisione del Tribunale del Riesame di Vibo Valentia che aveva rigettato la richiesta di modifica della misura decisa dal Gip l’11 marzo scorso. Il ricorso è stato ritenuto inammissibile dalla Cassazione in quanto il difensore del soggetto indagato che sia anche legale rappresentante della società titolare del bene caduto in sequestro deve essere munito, al momento del deposito dell’impugnazione per conto dell’ente, della procura speciale che nel caso di specie manca”. In ogni caso, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile anche nel merito. Non è infatti imposto per il campionamento dei rifiuti l’uso di particolari metodologie e “la scelta sul metodo da utilizzare per il campionamento”, utilizzata dagli inquirenti, è “questione di fatto, in mancanza di una normativa generale vincolante sul punto”.

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Per la Cassazione, dunque, appare evidente che non possa attribuirsi all’attività di campionamento dei rifiuti la «natura» di accertamento tecnico ex se, essendo al contrario rimessa al giudice del fatto la valutazione (incensurabile in sede di legittimità). Nel caso di specie, non vi è dubbio che, ontologicamente, il campionamento dei rifiuti appartenga alla categoria dei «rilievi», e non a quella degli «accertamenti tecnici» e, in ogni caso, sarebbe ipotizzabile esclusivamente un vizio di motivazione, non deducibile in Cassazione”. La sussistenza del periculum, da intendersi come possibilità di reiterazione dei reati contestati in caso di restituzione dei beni in sequestro, si desume inoltre per la Cassazione dalla “esistenza di una struttura organizzativa il cui funzionamento è ormai collaudato, con conseguente semplificazione della reiterazione delle condotte in contestazione”. Infine, in presenza di un sequestro preventivo non può essere riconosciuta all’indagato “alcuna facoltà d’uso del bene vincolato, poiché incompatibile con lo scopo della misura cautelare, volta a sottrarre fisicamente la cosa alla disponibilità del titolare”. Da qui l’inammissibilità del ricorso.

L’inchiesta

I Guarascio (Eugenio, 70 anni, e Ortensia, 59 anni, di Lamezia Terme) sono coinvolti nell’inchiesta della Procura di Vibo e dei carabinieri che mira a far luce sul ciclo di trasformazione dei rifiuti effettuato all’interno di un impianto di recupero con sede a Vazzano. Sono accusati del reato di inquinamento ambientale, con condotta permanente ed iniziata nel 2021 a Catanzaro e Vazzano, e poi di aver realizzato una discarica non autorizzata. Al centro dell’attività investigativa il ciclo di trasformazione dei rifiuti effettuato all’interno di un impianto di recupero del Vibonese con sede a Vazzano, quello della Eco Call. L’azienda sita a Vazzano, operante nel settore del recupero dei rifiuti organici provenienti dalla raccolta differenziata, avrebbe dovuto produrre ammendante compostato misto. La stessa di fatto, non rispettando – secondo l’accusa – la procedura prevista all’interno dell’autorizzazione integrata ambientale, avrebbe generato un prodotto che non aveva perso la qualifica di rifiuto, contenente plastiche, vetri e metalli anche pesanti come il cromo, andando ad inquinare irrimediabilmente i terreni agricoli. Eugenio Guarascio è anche presidente del Cosenza Calcio.

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