martedì,Maggio 18 2021

Accorinti e Timpano arrestati sul Poro: ecco la ricostruzione del gip

Il giudice del Tribunale di Vibo ripercorre tutti gli avvenimenti. Da un tentato furto di animali al tentativo di investire i carabinieri, sino ai colpi di pistola contro l’auto in fuga

Accorinti e Timpano arrestati sul Poro: ecco la ricostruzione del gip

Reiterazione del reato, pericolo di fuga, gravità delle condotte e possibilità di inquinare le prove avvicinando le fonti investigative. Questi i motivi alla base dell’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Giuseppe Accorinti, 58 anni, presunto boss di Zungri e Domenico Pantaleone Timpano, 33 anni, di Rombiolo. Personalità che il gip, Gabriella Lupoli, nella sua ordinanza non esita a definire “spiccatamente spregiudicate e recalcitranti”.

Il tentato furto di animali. Giovedì 13 aprile alle ore 23.50 i carabinieri della Stazione di Zungri intervengono in una campagna ricadente nel territorio comunale di Rombiolo dove era stato segnalato un tentato furto di animali in una stalla ad opera di due persone giunte a bordo di una Fiat Panda di colore rosso e che, accortisi dell’arrivo dei proprietari, si erano dati alla fuga esplodendo diversi colpi d’arma da fuoco.

Venerdi 14 aprile alle ore 7.08 alcuni carabinieri della Radiomobile della Compagnia di Tropea si recano quindi nella stessa campagna, ma mentre si avvicinano all’auto di servizio vedono sopraggiungere ad altissima velocità una Fiat Panda di colore rosso, la stessa auto – secondo alcuni testimoni – vista la sera prima. Nonostante l’alt imposto dai militari dell’Arma con la paletta in dotazione, l’auto si dirige verso uno dei carabinieri – che evita l’impatto lanciandosi sul lato opposto – tentando di investirlo. Inizia quindi un inseguimento, con la Fiat Panda che fa perdere le proprie tracce sin quando non viene avvistata lungo la provinciale numero 24 in direzione Monte Poro. Qui la Fiat Panda alla vista dell’auto dei carabinieri interrompe la propria marcia per consentire al passeggero – poi identificato in Giuseppe Accorinti – di darsi alla fuga a piedi in aperta campagna. La Panda riparte quindi ad altissima velocità tentando nuovamente di investire uno dei carabinieri. E’ a questo punto che uno dei militari dell’Arma, intuendo l’imminente pericolo, esplode un colpo di pistola all’indirizzo della Fiat Panda che prosegue la fuga. Giuseppe Accorinti viene catturato dopo un inseguimento nelle campagne accompagnato dall’esplosione di un altro colpo di pistola in aria da parte dei carabinieri.

Accorinti in precedenza irreperibile. Giuseppe Accorinti (in foto) risulta gravato da un decreto applicativo della sorveglianza speciale, con obbligo di soggiorno nel comune di residenza, rimasto ineseguito poiché da tempo lo stesso presunto boss di Zungri si era reso irreperibile. Arrestato dopo la fuga a piedi nelle campagne, per Timpano le manette scattano invece in ospedale a Vibo dove era giunto accompagnato da uno zio.

Accorinti in sede di interrogatorio si è difeso dicendo di non conoscere Timpano e di aver accettato da quest’ultimo un passaggio in auto per essere accompagnato all’ospedale di Polistena per via di un forte dolore al petto. Stessa versione da parte di Timpano che ha aggiunto di essere scappato con l’auto per paura dei carabinieri che avevano aperto il fuoco.

Versioni inattendibili. Le versioni difensive, ad avviso del gip, appaiono “altamente inattendibili e contraddittorie” in quanto Accorinti ha sostenuto che la sparatoria è avvenuta mentre si trovava ancora nella Panda, mentre Timpano ha affermato che Accorinti era già sceso dall’auto per fuggire a piedi. Accorinti ha sostenuto poi che a sparare sarebbero stati due carabinieri mentre Timpano ha spiegato che ad aprire il fuoco è stato un solo militare dell’Arma. Per il gip le condotte di Timpano e Accorinti appaiono “univocamente ed intenzionalmente dirette ed idonee a cagionare la morte o il ferimento dei carabinieri, eventi non prodottisi solo per la pronta reazione delle vittime”. Il tutto al fine di favorire la sottrazione al controllo ed all’identificazione di Giuseppe Accorinti, sorvegliato speciale di pubblica sicurezza resosi irreperibile”.

Le personalità dei due arrestati. Accorinti, ad avviso del gip, godrebbe di “efficienti coperture ed appoggi” capaci di assicurargli il mantenimento dello status di irreperibile, mentre Timpano è stato rintracciato “sol perché colpito da malore ed accompagnato in ospedale dallo zio Domenico Cichello di Filandari”, quest’ultimo ben noto alle forze dell’ordine. Il pericolo di reiterazione criminosa viene motivato dal giudice nei confronti di Giuseppe Accorinti sia sottolineando le “gravissime modalità delle condotte”, sia con la sua biografia penale (pregiudicato per armi, evasione e violazione della sorveglianza speciale) che depongono per una “personalità spiccatamente delinquenziale ed adusa a metodi oltremodo violenti e sbrigativi, prevaricatrice, spregiudicata, refrattaria alle regole e inserita in strutturati contesti delinquenziali”. Medesime considerazioni il giudice fa anche per Domenico Timpano il quale, “non esitando ad aderire al progetto criminoso di Accorinti, ha dato prova – secondo il gip – di conoscerlo perfettamente e di condividerne gli scopi rivelando, a prescindere dalla formale incensuratezza, una inclinazione al delitto e l’introduzione nel medesimo contesto delinquenziale verso il quale svolge quanto meno una funzione di supporto”.

Giuseppe Accorinti è difeso dagli avvocati Francesco Sabatino e Giuseppe Bagnato, mentre Domenico Pantaleone Timpano è assistito dagli avvocati Daniele Garisto e Giuseppe Bagnato.

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