Tentata estorsione mafiosa a Vibo, domiciliari per arrestato di Gerocarne

E’ coinvolto nell’operazione ‘Mbasciata della Dda di Catanzaro e dei carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno
E’ coinvolto nell’operazione ‘Mbasciata della Dda di Catanzaro e dei carabinieri della Compagnia di Serra San Bruno
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Emilio Pisano

Lascia il carcere per gli arresti domiciliari Emilio Pisano, 51 anni, di Ariola di Gerocarne, accusato del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Il Tribunale del Riesame, riconoscendo un’attenuazione delle esigenze cautelari in accoglimento di un’istanza dell’avvocato Sandro D’Agostino, ha però stabilito che Pisano andrà ai domiciliari lontano dalla Calabria e precisamente in un’abitazione nella regione Abruzzo.

Emilio Pisano – cognato del boss di Arena Antonio Gallace che è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giuseppe Russo e gravato da una condanna definitiva nell’ambito dell’inchiesta “Luce dei boschi” – si trova coinvolto nell’operazione antimafia denominata “’Mbasciata”, nata dalla denuncia di un imprenditore di Arena che, nel corso di alcuni lavori a Vibo nella zona della Terravecchia per il ripristino della conduttura fognaria, ha raccontato di essere stato avvicinato dallo stesso Pisano e da Vincenzo Punturiero, 66 anni, commerciante di Vibo, i quali gli avrebbero chiesto duemila euro, corrispondenteal 5% del valore dell’appalto, riferendo di essere stati inviati da “amici di Vibo”. Le minacce  si sarebbero estrinsecate sia in maniera implicita che in maniera esplicita al fine di poter continuare ad eseguire l’appalto ottenuto senza “fastidi” trattandosi di “forestieri” che, proprio per aver sconfinato dal proprio Comune, avrebbero dovuto elargire una percentuale sul valore del lavoro alla cosca egemone di Vibo Valentia. 

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