La Procura di Vibo dissequestra la ex Statale 110 a Maierato

La decisione del pm Claudia Colucci dopo l’apposizione della segnaletica orizzontale e verticale ad opera della Provincia. Resta il pericolo

La decisione del pm Claudia Colucci dopo l’apposizione della segnaletica orizzontale e verticale ad opera della Provincia. Resta il pericolo

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Il pm della Procura di Vibo Valentia, Claudia Colucci, ha disposto il dissequestro e la restituzione agli aventi diritto del tratto di strada provinciale numero 3 (ex Statale 110) in in località Giglioli, riaprendola al traffico.

La decisione segue la perizia relativa ai lavori di installazione della segnaletica orizzontale e verticale  approvata il 12 aprile scorso e il certificato di ultimazione dei lavori sottoscritto dal direttore dei lavori e dal rup. Avendo il gup, Lorenzo Barracco, in precedenza disposto il vincolo reale sulla strada esclusivamente per il reato di omesso collocamento di segnali, disattendendo la richiesta del pubblico ministero per i “ben più gravi delitti di frana e attentato alla sicurezza dei trasporti”, il pm ha disposto il dissequestro.

Le osservazioni del pm. Nel motivare tale decisione, il pm Claaudia Colucci ha tuttavia fatto osservare che l’apposizione della segnaletica può solo far “risaltare la sussistenza di un pericolo, ma naturalmente non eliminarlo”, in quanto i lavori da effettuare per eliminare il pericolo per l’incolumità pubblica sono altri, come evidenziato  da ultimo anche in una nota del consulente tecnico del pm depositata il 24 aprile scorso.

I rilievi del consulente. Il consulente tecnico ha infatti fatto osservare che “apporre la segnaletica stradale non elimina il pericolo per i fruitori della strada provinciale. Si ribadisce che il pericolo persiste fino a quando non saranno realizzati i lavori di regimentazione delle acque”.

Era stato il presidente della Provincia, Andrea Niglia, a seguito dell’apposizione della segnaletica stradale a chiedere alla magistratura il dissequestro della strada.

Il rischio per la pubblica incolumità, dunque, rimane invariato e di ciò – al di là della segnaletica di pericolo – dovrà seriamente occuparsi la Provincia.

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