Rinascita-Scott: lascia i domiciliari Michele Lo Bianco

E’ coinvolto nella vicenda della sepoltura senza bare delle salme dei migranti nel cimitero di Bivona
E’ coinvolto nella vicenda della sepoltura senza bare delle salme dei migranti nel cimitero di Bivona
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Michele Lo Bianco

Lascia gli arresti domiciliari per l’obbligo di dimora nel comune di residenza, Michele Lo Bianco, 21 anni, di Vibo Valentia, arrestato a dicembre nell’operazione “Rinascita-Scott”. Il gip distrettuale di Catanzaro, Alfredo Ferraro, ha infatti accolto un’istanza presentata dagli avvocati Diego Brancia e Francesco Lione. Per Michele Lo Bianco il giudice ha disposto il divieto di allontanamento dalla propria abitazione dalle ore 20.00 alle ore 7.00 del giorno successivo. Sussistono, dunque, per il gip, le esigenze cautelari ma allo stato affievolite per il decorso del tempo e la detenzione prima in carcere e poi agli arresti domiciliari. Il regime detentivo in carcere era stato sostituito in precedenza dal Tdl che aveva disposto gli arresti domiciliari annullando il reato associativo. Michele Lo Bianco – figlio di Orazio Lo Bianco, ritenuto uno dei principali indagati dell’intera inchiesta – si trovava agli arresti domiciliari per il reato di truffa aggravata dalle modalità mafiose. [Continua dopo la pubblicità]

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Orazio Lo Bianco

Un reato che gli viene contestato insieme ad Orazio Lo Bianco, al custode del cimitero di Bivona Antonio Fuoco, 63 anni, a Francesco Paternò, 29 anni, detto “Cisca” (operai della ditta di pompe funebri) ed a Rosario Pugliese, 54 anni, alias “Saro Cassarola” (attualmente latitante). Tutti gli indagati avrebbero simulato l’avvenuta tumulazione, nel maggio e nel giugno del 2017 nel cimitero di Bivona, di due salme di migranti (sbarcati nel porto di Vibo Marina) nel rispetto della commessa indetta dal Comune di Vibo Valentia. Dalle indagini è emerso che la tumulazione è invece avvenuta in violazione del regolamento di polizia mortuaria e della stessa commessa, poiché le salme sono state tumulate sprovviste della prevista cassa di legno, con un ingiusto profitto in favore dell’impresa di pompe funebri denominata “Le Stelle” di Orazio Lo Bianco (con socio occulto Rosario Pugliese) ed un corrispondente danno per il Comune di Vibo pari all’importo del corrispettivo (1.650,00 euro).

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