domenica,Aprile 18 2021

Anziano annegato e ucciso a Pizzo: torna libera l’imputata

La donna è accusata di omicidio volontario e di due rapine aggravate in concorso con il compagno

Anziano annegato e ucciso a Pizzo: torna libera l’imputata

Torna in libertà Stela Gyongyi Rezmuves, 38 anni, di nazionalità rumena, accusata di concorso in due rapine aggravate e dell’omicidio volontario del pensionato 79enne di Pizzoni, Giglio Palmo Ciancio, colpito alla nuca con un colpo contundente a Pizzo Calabro in località “Stazione”, fra il 5 ed il 6 agosto 2015. La donna avrebbe agito in concorso con il compagno Dorel Varga, 39 anni.

E’ stata la Cassazione ad accogliere un ricorso degli avvocati Demetrio Scarlata e Antonino Catalano che avevano lamentato il mancato rispetto dei nuovi termini introdotti con la L. 47 del 2015. Il provvedimento di scarcerazione è stato emesso a seguito di un travagliato iter processuale, giunto al vaglio delle Sezioni Unite che, nella giornata di ieri, hanno posto fine alla problematica insorta con la L. 47 del 2015, statuendo un importante principio di diritto in materia di libertà personale. La prima sezione della Suprema Corte, investita del ricorso, stante la sussistenza di un contrasto giurisprudenziale sul punto, ha rimesso la questione innanzi alle Sezioni Unite che hanno ora risolto la querelle sorta circa la corretta interpretazione dell’articolo 311 comma 5 bis del codice di procedura penale, accogliendo il ricorso della Rezmuves e disponendo la sua scarcerazione.

La coppia rumena – senza una fissa dimora, ma abitando alternativamente a Rosarno, Nicotera ed altri centri del Vibonese – avrebbe quindi trascinato l’anziano, privo di conoscenza, in mare dove è poi annegato.

La ricostruzione degli investigatori. Il corpo di Palmo Giglio Ciancio è stato ritrovato in acqua alla Marina di Pizzo con il pantalone girato al rovescio ed appesantito da pietre. Un tentativo da parte dei suoi aggressori di simulare un suicidio da parte dell’anziano. Secondo le risultanze investigative, il pensionato dopo alcuni contatti telefonici, ed una colazione consumata in un bar di Pizzoni la mattina del 5 agosto 2015, si sarebbe incontrato con la donna rumena nei pressi dell’ospedale di Vibo Valentia per poi raggiungere insieme Pizzo.

L’acquisizione delle immagini delle telecamere da parte dei carabinieri ha immortalato il passaggio della vittima a bordo della sua motoape in compagnia della donna rumena sia a Vibo che a Pizzo, mentre l’analisi dei tabulati telefonici si è rivelata di fondamentale importanza investigativa in quanto ha permesso di individuare tutti i contatti prodromici all’appuntamento rivelatosi fatale.

Il processo si sta svolgendo dinanzi alla Corte d’Assise di Catanzaro.

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