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Dopo la “sconfessione” del vescovo, l’avvocato subentra al dimissionario don Pasquale Barone. Possibile che la Santa Sede mandi a Paravati una commissione al fine di conciliare le parti

Cronaca

È l’avvocato Marcello Colloca il nuovo presidente della Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, sorta anni fa su input della mistica con le stigmate Natuzza Evolo, morta nel giorno di Ognissanti del 2009.

La decisione è stata presa questa mattina dal consiglio d’amministrazione della fondazione, riunitosi per trattare le dimissioni presentate lunedì scorso dall’ex presidente don Pasquale Barone, da padre Michele Cordiano e dall’attuale parroco di “Santa Maria degli Angeli” don Francesco Sicari. Ma anche per analizzare la delicata fase culminata nel respingimento delle riforme dello statuto richieste dal vescovo Luigi Renzo, da parte dell’assemblea dei soci fondatori, e della conseguente decisione del presule di revocare il decreto di religione e di culto concesso anni fa alla Fondazione dal suo predecessore monsignor Domenico Cortese.

Preso atto delle dimissioni dei tre sacerdoti, tra l’altro espressamente richieste dal presule pena la sospensione “a divinis”, il consiglio d’amministrazione ha quindi provveduto ad eleggere il suo nuovo presidente. Appunto nella persona dell’avvocato Marcello Colloca (in foto), tra l’altro già vicepresidente. Un segnale importante, che potrebbe far presagire all’avvio di una nuova fase dei rapporti tra la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea e la Fondazione di “Mamma Natuzza”, meno basata sullo scontro e più sul dialogo. Il neo presidente, infatti, sin da subito si è schierato a favore delle riforme dello statuto richieste da monsignor Renzo, mediando negli ultimi due anni apertamente per un accordo tra le parti che scongiurasse conseguenze estreme. Non a caso, è stato insieme alla moglie uno dei sei soci fondatori che, nell’ormai nota assemblea dello scorso 22 luglio, nell’Auditorium della Casa per anziani “Monsignor Pasquale Colloca” hanno votato per le modifiche del documento.

A questo punto, fermo restando che l’ultima parola spetta sempre ai 130 membri dell’organismo assembleare, la speranza è che il direttivo, presidente in testa, in tale delicata fase si attivi coeso per ricucire i rapporti con il vescovo. Tra l’altro in piena sinergia con la Chiesa di Roma, visto che da fonti pontificie si apprende della possibilità di una commissione inviata in terra di Calabria, con in testa un alto prelato, proprio per cercare di agevolare il processo di conciliazione tra le parti. In modo da far ripartire il “sogno” di “Mamma Natuzza”. Nello specifico, di vedere finalmente consacrata e, quindi, pienamente operativa la chiesa richiestale dalla Vergine Maria nel corso di uno dei tanti dialoghi avuti in vita. Che, poi…è quello che realmente vogliono i tanti figli spirituali della mistica sparsi per il mondo.

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Lacnews24.it
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