‘Ndrangheta: Cassazione conferma incandidabilità per ex amministratori Nardodipace

L’ex sindaco Romano Loielo e il suo vice Romolo Tassone ritenuti fra i responsabili dello scioglimento nel 2011 degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose

L’ex sindaco Romano Loielo e il suo vice Romolo Tassone ritenuti fra i responsabili dello scioglimento nel 2011 degli organi elettivi dell’ente per infiltrazioni mafiose

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E’ stata confermata l’incandidabilità dell’ex sindaco del Comune Nardodipace, Romano Loielo, e dell’ex vicesindaco Romolo Tassone. La prima sezione civile della Cassazione ha infatti respinto il ricorso degli ex amministratori ritenuti responsabili dello scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi con decreto del Presidente della Repubblica datato 19 dicembre 2011. In primo grado Loielo e Tassone erano stati dichiarati incandidabili dal Tribunale civile di Vibo Valentia il 21 ottobre 2013. La Corte d’Appello di Catanzaro il 22 luglio 2014 aveva invece ritenuto che i due ex amministratori avessero già scontato il turno di incandidabilità non presentandosi alle elezioni amministrative che si sono svolte nel frattempo in altri Comuni calabresi diversi da Nardodipace. Per la Cassazione, invece, l’incandidabilità va scontata in ognuna delle elezioni successive allo scioglimento del Comune, vale a dire sia nelle elezioni amministrative del proprio Comune, sia in quelle provinciali che in quelle regionali. Da qui un nuovo giudizio in appello che ha confermato l’incandidabilità e quindi ora la pronuncia definitiva della Cassazione che ha rigettato il ricorso degli ex amministratori.

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Conseguenze. Romano Loielo non si sarebbe quindi potuto ricandidare a primo cittadino nelle elezioni amministrative del 18 novembre 2013 – quando è stato rieletto sindaco – non avendo ancora scontato in quel caso il turno di incandidabilità per lo scioglimento del 2011. In ogni caso nel dicembre del 2015 l’amministrazione comunale di Nardodipace è stata sciolta per la seconda volta per infiltrazioni mafiose e l’ente è attualmente retto da tre commissari prefettizi. Anche nel 2015 era guidata da Romano Loielo, esponente di Fratelli d’Italia- An che, nelle more della vertenza giudiziaria sull’incandidabilità si era ripresentato alle elezioni comunali. Attualmente Loielo si trova sotto processo dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia per due distinte giudiziarie non collegate alle infiltrazioni mafiose (appalto servizio trasporto pubblico e inchiesta “Uniti per la truffa”). Il padre dell’ex vicesindaco Tassone è stato invece condannato in via definitiva a 13 anni quale capo indiscusso dell’omonimo clan della frazione Cassari di Nardodipace. Condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione anche il cugino dell’ex vicesindaco Tassone, vale a dire Damiano Ilario Tassone, pure lui per il reato di associazione mafiose.

Le elezioni regionali del 2014. Nel novembre del 2014 Romano Loielo ha trovato spazio nelle fila del partito Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale (compagine politica di cui è dirigente nazionale) quale candidato al Consiglio Regionale della Calabria. Loielo, poi non risultato eletto, alla luce della sentenza della Cassazione, se anche fosse riuscito ad ottenere l’elezione a consigliere regionale non avrebbe potuto ricoprire tale incarico pubblico, dovendo scontare un turno di incandidabilità pure per le regionali. Romano Loielo si era candidato alle elezioni regionali a sostegno della candidata alla presidenza Wanda Ferro, uscita sconfitta dalla sfida contro Mario Oliverio.

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