Finanza al Comune di Tropea, il sindaco: «Valutazioni romanzesche»

Il primo cittadino fornisce i propri chiarimenti sull’acquisizione di atti da parte delle Fiamme Gialle
Il primo cittadino fornisce i propri chiarimenti sull’acquisizione di atti da parte delle Fiamme Gialle
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In relazione alla notizia pubblicata ieri (29/06/2020) riguardo la visita della Guardia di Finanza al Comune di Tropea (LEGGI QUI: Comune di Tropea, gli appalti nel mirino della Guardia di Finanza), dal sindaco Giovanni Macrì, riceviamo e integralmente pubblichiamo:
Leggendo la stampa locale online del 29 giugno, si ha la sensazione di assistere all’ennesima,  invereconda, moderna “caccia alle streghe”. Mi riferisco alla notizia diffusa nel pomeriggio di ieri da alcuni siti giornalistici locali circa la presenza della Guardia di Finanza nel palazzo comunale tropeano, un comunicato che ha destato apprensione o, per meglio dire, autentico allarme sociale. E’ doveroso precisare che gli agenti della Guardia di Finanza non hanno effettuato alcuna (alcuna!) forma di perquisizione, limitandosi, invece, con fare oltremodo discreto e cordiale,  a richiedere copia di documentazione afferente – esclusivamente – la tassa di soggiorno onde verificare il regolare versamento di tale imposta comunale da parte dei soggetti tenuti a farlo. Vale la pena ricordare, a tale riguardo, come il Comune di Tropea, sin dallo scorso anno, abbia dichiarato apertamente guerra agli evasori di tale imposta riuscendo, con l’aiuto per l’appunto della Guardia di Finanza, ad incrementare tale gettito del 400%, quanto al mercato delle seconde case, e del 30% circa, in termini assoluti.

In merito, poi, agli appalti “attenzionati”, l’unica situazione che la Guarda di Finanza ha ritenuto di verificare, acquisendo la relativa documentazione, è l’intervento di restyling di Piazza Vittorio Veneto, un luogo che abbiamo trasformato da squallida “area di servizio” in vera Agorà cittadina e sito per eventi, impiegando i proventi della tassa di soggiorno nel rispetto della ratio della legge che l’ha istituita. Sono compiaciuto per l’attività di controllo sulla spesa sostenuta anche perché, ne sono più che certo, gli attenti agenti e i verificatori non potranno non accorgersi ed apprezzeranno le importanti economie realizzate dall’amministrazione attraverso la sperimentazione dell’acquisto diretto dei materiali, operazione questa che ci ha consentito significativi risparmi che si sono tradotti nella portata del lavoro che è sotto gli occhi di tutti. Questo il reale operato della Guardia di Finanza negli uffici comunali di Tropea, come del resto potrà essere confermato da un loro comunicato che, in ragione della gravità della subdola notizia diffusa dalla stampa, appare opportuno. Effettivamente, è auspicabile un puntuale intervento affinchè venga evidenziata e sottolineata la verità e il reale accadimento dei fatti che è doveroso epurare da valutazioni “romanzesche” o, se si preferisce “giornalistice”, che gettano ombre sull’operato di un’amministrazione che, con onestà, competenza, e spirito di servizio, si spende senza risparmiarsi per dimostrare l’esistenza di una Calabria sana, efficace ed efficiente, che non ha nulla da invidiare o da imparare da alcuno. La presente nota si rende necessaria almeno per due ordini di motivi di primaria importanza. Intanto, per rinnovare la mia gratitudine ed ammirazione al corpo della Guardia di Finanza grazie alla quale l’amministrazione che guido ha ottenuto eccellenti risultati sul fronte della lotta all’evasione della tassa di soggiorno e non solo. Di poi, passando al secondo motivo, per stigmatizzare l’operato di chi vive per infangare le cose belle che accadono in Calabria incuranti dell’allarme sociale che il loro agire determina e degli enormi danni che lo steso causa al sistema economico ed all’immagine di una regione particolarmente fragile. Con ciò, lungi da chi scrive ogni forma di censura alla doverosa attività della stampa, l’invito a prestare maggiore responsabilità, correttezza e rigore quando si maneggiano notizie delicate, potenzialmente capaci di danneggiare l’onorabilità di persone, oltre che interessi pubblici meritevoli di particolare tutela”.

Sin qui la nota integrale del sindaco di Tropea. Per parte nostra preme solo rilevare che questa testata non ha mai scritto di alcuna perquisizione al Comune di Tropea e continua a pensare che l’acquisizione di atti da parte di una forza di polizia (in questo caso la Guardia di Finanza) in un Comune (ieri Vibo Valentia e Ricadi, ora Tropea) sia una notizia di rilevante interesse pubblico e non un qualcosa per alimentare “allarme sociale”. Sulla correttezza ed il rigore di chi scrive, infine, (ben lontano da chi vive per infangare), proprio il primo cittadino è testimone diretto di quanto già in un recente passato stabilito da un giudice terzo. (G.B.)

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