L’INCHIESTA | Viabilità nel Vibonese, ecco tutte le spese e le strade a rischio

Cantonieri inesistenti, mezzi della Provincia guasti e senza assicurazione, vigilanza azzerata, soldi che non arrivano e ordinanze di chiusura delle strade, “minacciate” dalla politica, inattuabili

Cantonieri inesistenti, mezzi della Provincia guasti e senza assicurazione, vigilanza azzerata, soldi che non arrivano e ordinanze di chiusura delle strade, “minacciate” dalla politica, inattuabili

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Interventi insufficienti, stato di abbandono e una Provincia totalmente impossibilitata ad operare per assenza di risorse e strumenti necessari, oltre che per il mancato pagamento degli stipendi. Questo il quadro sulle condizioni in cui sono ridotte le strade di competenza della Provincia di Vibo Valentia, con ritardi nell’attuazione degli interventi programmati ed imprese appaltatrici che, non vedendosi pagare gli stati di avanzamento, hanno interrotto le attività di cantiere sino al soddisfo del dovuto. Alcune ditte si sono addirittura ritirate dai contratti, attesa l’incertezza nei pagamenti dei lavori.

Il servizio viabilità. Il servizio “Viabilità” della Provincia di Vibo è attualmente basato su 17 unità di personale che operano sulle strade (cantonieri), di cui quattro part-time, cinque tecnici di zona (geometra), un funzionario tecnico e tre unità di supporto tecnico-amministrativo. Il regolamento prevede 90 unità di personale, ma quello addetto alla manutenzione stradale si è notevolmente ridotto negli ultimi cinque anni a causa di numerosi pensionamenti.

Mezzi guasti e senza assicurazione. Per capire lo stato “comatoso” in cui versa la Provincia di Vibo, basta considerare che il personale attualmente addetto alla manutenzione delle strade si trova impossibilitato ad operare per mancanza persino dei dispositivi individuali di protezione che devono essere forniti dall’Ente, oltre alla mancanza di attrezzature di lavoro e mezzi necessari per gli spostamenti. Quasi tutti i mezzi di lavoro sono infatti attualmente guasti, usurati e vecchi. I mezzi di servizio sono sprovvisti di assicurazione e pertanto ogni attività esterna, compresi i sopralluoghi e l’eventuale vigilanza, risulta azzerata.

Zero vigilanza. Con la chiusura del corpo della polizia provinciale – creato a Vibo nel 2004 – le strade provinciali risultano inoltre quasi totalmente prive di vigilanza. L’ex personale del corpo, già proveniente dal servizio di viabilità, è stato trasferito in altri Enti.

I soldi che mancano. Per la sola manutenzione ordinaria – senza intervenire cioè sui restringimenti di carreggiata già presenti – la Provincia avrebbe bisogno di quasi 6 milioni di euro. Soldi che non ci sono, atteso che l’ente è in dissesto finanziario. Gli interventi di manutenzione straordinaria sono stati invece quantificati in quasi 50 milioni di euro. Cifre esorbitanti che la dicono lunga sullo stato di degrado della viabilità provinciale. Lo scorso anno il Governo ha stanziato 900mila euro, di cui 200mila euro sono stati utilizzati per la copertura finanziaria delle somme urgenze nel frattempo disposte (ma non ancora pagate) e circa 700mila euro per interventi diffusi di riparazione delle buche. Interventi eseguiti “a macchia di leopardo” e che non hanno risolto alcun problema di sicurezza sulle strade provinciali.

La mancata pulizia delle strade. A parte gravi carenze nella segnaletica verticale (scolorita o illeggibile) di gran parte delle strade di competenza della Provincia, la segnaletica orizzontale è invece quasi del tutto assente. La pulizia dei margini stradali e delle cunette non viene effettuata in maniera sistematica dal 2011.

Provvedimenti di chiusura delle strade inattuabili. Pur essendo molte strade inidonee alla circolazione stradale e quindi da chiudere, i provvedimenti di chiusura risultano tuttavia inattuabili, come sottolineato di recente anche dallo stesso Settore “Viabilità” della Provincia di Vibo. Chiudere le strade comporterebbe infatti l’isolamento di interi paesi e comunità, con conseguente impossibilità per i cittadini di raggiungere il posto di lavoro o persino i propri appezzamenti di terreno. Se per assurdo si applicassero in maniera rigorosa le ordinanze di chiusura delle strade provinciali, si assisterebbe all’evacuazione di intere aree del territorio provinciale. Persino qualunque intervento di limitazione della circolazione stradale comporterebbe spese di posizionamento della segnaletica di divieto e diversi sbarramenti che la Provincia di Vibo non può attualmente sostenere.

Le strade provinciali già chiuse da tempo. Sono in totale 12, vale a dire: la provinciale numero 10 da S. Giovanni di Mileto allo svincolo dell’autostrada; la Sp 10 dall’A2 sino all’incrocio con la Sp 79 in contrada Capitano (Mileto); la Sp 64 (Badioti) da incrocio con Sp 4 fino al fondovalle Mesima (Filogaso); la Sp 65 da Filogaso fino al fiume Mesima (Filogaso); la Sp 53 Vazzano – Vallelonga; la Sp 9 da incrocio per Fabrizia fino al confine con la provincia di Reggio Calabria; la Sp 16 da incrocio con Sp 73 fino a incrocio con Ss 182 (Francica); la Sp 84 tratto San Cono – Potenzoni (Cessaniti-Briatico); Sp 56 Coccalo – Maierato; la Sp 19 tratto variante di Fitili (Parghelia); Sp 55 variante esterna di Maierato; la provinciale numero 67 da contrada Piano delle Caverre a Vazzano.

Le strade provinciali in stato di abbandono. Sono in totale 25 così elencate: la provinciale numero 16  da Stefanaconi al fondovalle Mesima; Sp 19 Parghelia – Fitili- Zaccanopoli; Sp 24 Joppolo – Caroniti; Sp 25 Joppolo – Petto Torre – Madonna del Carmine; Sp 26 Coccorino – Madonna del Carmine; Sp 27 Coccorinello – Madonna del Carmine; Sp 43 Brognaturo -Acqua del Sorcio; Sp 2 Ponte Bruca – Cardinale – Simbario; Sp 46 Pietre Bianche – Polia – Monterosso; Sp 3 Maierato – Bivio Angitola; Sp 45 Angitola – Polia; Sp 75 Ss 110 – Nardodipace; Sp 76 Nardodipace – Santo Todaro; Sp 28 Preitoni – Comerconi; Sp 20 Ciaramiti – Torrente Vitrame; Sp numero 21 accesso collinare Drapia; Sp 89 a sinistra del torrente Mammella; Sp 47 Angitola – Monterosso – San Nicola da Crissa; Sp 87 S. Marco – Briatico; Sp 86 Mesiano – Papaglionti-Zungri – San Marco; Sp 18 Drapia – Brattirò – Ciaramiti – Sp 22; Sp 93 (ex Ss 110) da Bivio Angitola a Nardodipace; Sp 74 Fondovalle Marepotamo; Sp 58 Dasà – Arena – Serra San Bruno; Sp 80 Cessaniti – Pannaconi – Ss 522; Sp Sp 78 San Giovanni – Francica- Mutari; provinciale numero 79 contrada Fornelli – contrada Capitano; Sp 82 da Sp 17 – Cessaniti – bivio San Marco.

Le strade con gravi criticità per la sicurezza stradale. Sono in totale 17: la Sp 23 Nicotera – Joppolo – Panaia; Sp 11 Vibo – Portosalvo e diramazione per Vena; Sp 47 Angitola – Capistrano – S. Nicola; l’ex Ss 536 Gerocarne – Dasà – Dinami; Sp 17 da incrocio con Ss 18 fino a Tropea; Sp 5 Pizzo – Maierato – S. Onofrio; Sp 33 Ionadi – S. Calogero; ex Ss 522 tratto Pizzo – Vibo Marina; Sp 30 Rombiolo – Nicotera; ex Ss 19 dir (Francavilla); la Sp 14 Vibo – fondo Valle Mesima; Sp 73 Fondovalle Mesima – Soriano; Sp 15 Vibo – Stefanaconi – S. Onofrio; Sp 54 Filogaso – San Nicola da Crissa; Sp 4 Sant’Onofrio – Filogaso; Sp 85 Briatico – Zungri; Sp 84 Favelloni – Zambrone; Sp ex Ss 19 bivio Angitola – bivio Montesoro.

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