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Passa ai domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico. Nel processo iniziato stamane il giudice, accogliendo le richieste della difesa, fa “fuori” 21 testimoni

Cronaca

Dovrà indossare il braccialetto elettronico quale forma di controllo per impedirne la fuga, il 22enne Saverio Lacquaniti, di San Gregorio d’Ippona, arrestato nel maggio scorso per una serie di atti persecutori nei confronti dell’ex fidanzata. L’ha deciso il gip del Tribunale di Vibo Valentia Gabriella Lupoli che, accogliendo le richieste degli avvocati Francesco Stilo e Lucio Aragona, ha deciso per gli arresti domiciliari nei confronti del giovane che ha così lasciato il carcere. Al contempo, il Tribunale monocratico presieduto dal giudice Graziamaria Monaco, dinanzi al quale è iniziato oggi il processo che vede imputato Saverio Lacquaniti, ha oggi deciso di non ammettere ben 21 testimoni della pubblica accusa la quale avrebbe presentato in ritardi la propria lista testimoniale.

 Anche in questo caso, il Tribunale ha accolto un’eccezione degli avvocati Stilo ed Aragona. Dichiarata inammissibile la richiesta del pm, il processo è stato quindi rinviato al 16 novembre prossimo per sentire in aula la testimonianza della persona offesa.

Secondo l’accusa, dal gennaio scorso Saverio Lacquaniti (in foto) avrebbe percosso, pedinato, minacciato e molestato l’ex fidanzata, cagionandole un perdurante e grave stato d’ansia e paura ed un fondato timore per l’incolumità propria, dei suoi familiari, dei suoi amici e conoscenti, costringendola ad alterare le proprie abitudini di vita. Il primo maggio scorso, anche  l’incendio dell’auto della madre della vittima.

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