Tenta di uccidere il cognato, il gip di Vibo convalida l’arresto

Dopo il fermo, il giudice emette un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ravvisando i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di fuga e di reiterazione del reato
Dopo il fermo, il giudice emette un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ravvisando i gravi indizi di colpevolezza, il pericolo di fuga e di reiterazione del reato
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Il pm Filomena Aliberti

E’ stato convalidato dal gip del Tribunale di Vibo Valentia, Brigida Cavasino, l’arresto di Piero Castagna, 42 anni, di Vibo Valentia, fermato sabato dalla Squadra Mobile di Vibo Valentia in esecuzione ad un fermo di indiziato di delitto emesso dal pm Filomena Aliberti con l’accusa di tentato omicidio ai danni del cognato Francesco Purita. Al contempo, il giudice ha applicato – su conforme richiesta del pm – un’ordinanza di custodia cautelare in carcere ravvisando i “gravi indizi di colpevolezza” in relazione all’accusa di tentato omicidio premeditato. Le dichiarazioni della parte offesa, ricoverata in ospedale dopo i colpi d’arma da fuoco esplosi nella serata di mercoledì mentre si trovava all’interno di un terreno sito nella frazione Vena Superiore, per il gip hanno trovato riscontro e sono da ritenersi “pienamente attendibili” in quanto spontanee, lineari e senza contraddizioni. Numerosi i colpi esplosi all’indirizzo di Francesco Purita con l’intenzione di uccidere, atteso che la pistola è stata anche ricaricata ed è stato aperto il fuoco anche sulla vittima già a terra e di spalle.

Confermato anche il fumus delle aggravanti contestate, vale a dire la premeditazione, e da qui la sussistenza in pieno delle esigenze cautelari in carcere anche perché sussiste il pericolo di fuga e di reiterazione dei reati. Castagna, ad avviso del giudice, anche in sede di interrogatorio ha continuato a manifestare un profondo astio nei confronti del cognato Purita, tanto da apparire “attuale il pericolo che Castagna – lasciato libero – possa portare a compimento il progetto criminoso intrapreso”. Alla base della sparatoria, dissidi familiari per un terreno ubicato nella frazione di Vena. Quando ormai il cerchio attorno al responsabile del tentato omicidio stava per chiudersi, Piero Castagna si è costituito presentandosi in Questura accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato Diego Brancia.

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