Truffa alle assicurazioni nel Vibonese: ecco le singole accuse

I particolari dell’inchiesta “Dirty Business” dopo la richiesta del pm della Procura di Vibo Concettina Iannazzo di rinviare a giudizio 65 indagati

I particolari dell’inchiesta “Dirty Business” dopo la richiesta del pm della Procura di Vibo Concettina Iannazzo di rinviare a giudizio 65 indagati

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Diversi capi d’imputazione per un’inchiesta avviata e conclusa dai carabinieri della Stazione di Vibo Valentia, guidati all’epoca dal comandante Nazzareno Lopreiato, denominata “Dirty Business”. Un’indagine prima coordinata dal pm Santi Cutroneo e, dopo il suo trasferimento, passata al pm Concettina Iannazzo che ha chiesto ora il rinvio a giudizio per 65 indagati.

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Truffa alle assicurazioni nel Vibonese: 65 richieste di rinvio a giudizio (NOMI)

Le singole accuse. Domenicantonio Arena e Giovanni Battista Arena, Sarina Nicola, Maria Nicolaci, Maria Arena, Antonio Arena, Mylene Molina e l’avvocato Giuseppe Santamaria sono accusati del reato di falso materiale in relazione ad un falso sinistro stradale (perdita del controllo dell’auto ed uscita di strada) occorso a San Calogero il 15 aprile 2011 all’auto di Maria Arena (condotta da Antonio Arena e con a bordo Maria e Sarina Nicolaci). Un incidente, secondo le meticolose indagini dei carabinieri, che in realtà non sarebbe mai avvenuto, nonostante la presentazione di tale libello alla compagnia di assicurazioni Axa a corredo della richiesta di risarcimento danni. Così agendo, gli indagati avrebbero indotto in errore la compagnia di assicurazioni. Rimasto quindi infruttuoso il tentativo della “A.D. Service” dei germani Domenicantonio e Giovanni Battista Arena di definire la controversia in via transattiva, l’avvocato Giuseppe Santamaria ha citato la Axa Assicurazioni dinanzi al Giudice di Pace di Mileto, presentando certificazioni sanitarie dove il medico del Pronto Soccorso dell’ospedale di Tropea, Mylene Molina, avrebbe falsamente attestato la presentazione dei feriti in ospedale dopo l’incidente stradale. In concorso con tutti gli altri, il medico Molina avrebbe poi realizzato ulteriore certificazione sanitaria di prolungamento della prognosi di guarigione, compendiata su carta intestata al reparto di Ortopedia dell’ospedale di Vibo, utilizzando gli indagati la firma di medici ortopedici lì in servizio e che hanno disconosciuto le certificazioni vergate da mano aliena.

Altra contestazione di falso materiale viene mossa ai germani Domenicantonio e Giovanni Battista Arena, Domenico Preiti, Giuseppe Preiti, Stefano Preiti, Emanuela Currà, Mylene Molina per un altro inesistente incidente stradale a San Calogero con l’auto condotta da Domenico Preiti e con a bordo Emanuela Currà, Giuseppe e Stefano Preiti che avrebbero in tal modo tratto in inganno la compagnia di assicurazioni Goupama a corredo della richiesta di risarcimento danni poi effettivamente liquidata con, anche in questo caso, le presunte false attestazioni nelle certificazioni sanitarie.

Falso materiale con il medesimo meccanismo per un terzo incidente che vede ancora indagati i germani Arena ed il medico Molina questa volta in concorso con Emanuele Gentile, Vincenzo Crudo, Michelle Baldo, Pasqualina Ferraro, quindi per un quarto con ancora indagati i due Arena, Molina, Rocco Durante e Giuseppe Greco, un quinto ai danni della Ina Assitalia con indagati gli Arena, Pietro Greco e l’avvocato Giuseppe Santamaria, un sesto con indagati gli Arena, Molina, Salvatore Barbieri, Concetta Lucifero, Maria Concetta Mazzeo e Antonio Barbieri, ed un sesto incidente occorso a Rombiolo nel 2011 che vede indagati i due Arena, Domenico Solano, Palma Paglianiti e Gessica Solano con gli ultimi due accusati di essersi presentati al Pronto Soccorso successivamente ad un sinistro stradale, realizzando ulteriore falsa certificazione medica di prolungamento delle prognosi di guarigione.

Fraudolento danneggiamento di beni assicurati. Di tale reato sono accusati i due Arena, Aniello Pititto, Nicola Pititto, Michela Candela e Rosa Anna Mesiano con un sinistro a Mileto nel gennaio 2012 in realtà – ad avviso della Procura e dei carabinieri – mai avvenuto traendo così in errore la compagnia di assicurazioni Sara a corredo della richiesta di risarcimento danni. Stesso reato ancora per i due Arena (Domenicantonio e Giovanni Battista), Aniello Pititto, Pasqualina Pititto e Chiara Splendore con la Milano Assicurazioni tratta in inganno nel 2012. Sempre i due Arena, il medico Mylene Molina, Graziella Arena, Maria Catena Arena e Raffaele Sesto, sono quindi indagati per lo stesso reato con parte lesa questa volta la Allianz Assicurazioni. 

[CONTINUA]

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