Imponimento: ordinanza annullata per il latitante Rosario Pugliese

E’ indagato per estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Resta irreperibile per Rinascita-Scott
E’ indagato per estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Resta irreperibile per Rinascita-Scott
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Rosario Pugliese (Cassarola)

Ordinanza di custodia cautelare in carcere annullata dal Tribunale del Riesame di Catanzaro nei confronti di Rosario Pugliese, 54 anni, di Vibo Valentia, alias “Saro Cassarola”, indagato nell’ambito dell’operazione antimafia denominata “Imponimento” scattata nel luglio scorso. Il Tdl ha così accolto un ricorso degli avvocati Francesco Lione e Franco Moretto. Rosario Pugliese – irreperibile dal dicembre scorso poiché indagato per associazione mafiosa ed altri reati anche nell’operazione Rinascita-Scott – nell’ambito del procedimento Imponimento è accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

In particolare, l’accusa nei confronti di Rosario Pugliese viene mossa in concorso con Francescantonio Tedesco (architetto ed ex consigliere comunale di Vibo), Daniele Prestanicola, Giovanni Anello, il boss di Filadelfia Rocco Anello, l’ex sindaco di San Gregorio d’Ippona Filippo Ruggiero, Giuseppe Fortuna e Giuseppe Barbieri (entrambi coinvolti anche nell’inchiesta Rinascita e ritenuti organici al clan Bonavota di Sant’Onofrio). Francescantonio Tedesco era il direttore dei lavori prescelto dall’avvocato ed imprenditore Vincenzo Renda (arrestato in Rinascita-Scott in quanto ritenuto vicino al clan Mancuso) per la realizzazione di un villaggio-residence in località Galìa del Comune di Pizzo. Tutti gli indagati avrebbero quindi costretto Renda ad avvalersi delle imprese da loro imposte ed a beneficio del boss Rocco Anello. Rosario Pugliese avrebbe presentato il direttore dei lavori Francescantonio Tedesco a Rocco Anello, mettendo poi in contatto la parte offesa Vincenzo Renda con Rocco Anello per le prime ‘imbasciate’ estorsive.

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