domenica,Giugno 20 2021

Il mesto addio all’ultima vittima del Covid, Stefanaconi sconvolta dalla morte di Meddis

Breve cerimonia funebre davanti al cimitero in presenza di un piccolo gruppo di persone. Unanime cordoglio dalla cittadinanza per una perdita che ha colpito tutti. Il sindaco Solano: «Ferita profonda»

Il mesto addio all’ultima vittima del Covid, Stefanaconi sconvolta dalla morte di Meddis
Il cimitero di Stefanaconi

Una cerimonia frugale, accompagnata dai soli conforti religiosi. Una breve benedizione impartita dal parroco don Maurizio Raniti e poi la tumulazione. Senza tutti i familiari, alla presenza di una manciata di persone. Si è consumato così, questa mattina, davanti a un ingresso secondario del cimitero di Stefanaconi, il mesto rito funebre di Giuseppe Meddis, il 61enne deceduto ieri all’ospedale Annunziata di Cosenza in conseguenza alla malattia del Covid-19 che aveva contratto circa 20 giorni fa, quando aveva scoperto di essere positivo al coronavirus Sars-Cov2 insieme alla moglie. Alcuni giorni dopo, il ricovero in ospedale a Vibo dove era in cura nel reparto di Malattie infettive insieme ad altre quattro persone provenienti dallo stesso focolaio di Stefanaconi. Ieri il drastico peggioramento che ha indotto i sanitari al trasferimento in Rianimazione, tentato, dapprima all’ospedale Pugliese di Catanzaro – dove il paziente è stato respinto per carenza di posti –, poi all’Annunziata, dove il decesso è sopraggiunto nel giro di poche ore. L’uomo, così come spiegato anche dal personale sanitario, non soffriva di patologie pregresse. Fatale è risultata la polmonite bilaterale conseguente al contagio e la successiva, grave, situazione infiammatoria. [Continua]

Comunità, quella di Stefanaconi, letteralmente sconvolta dall’accaduto, che oggi piange un uomo stimato e benvoluto da tutti per le sue riconosciute doti umane, per il suo garbo e la sua disponibilità nei confronti di chiunque. A piangerlo, oltre alla moglie e ai due figli e ai familiari tutti, sono anche i colleghi di lavoro dell’Italgas di Vibo nonché quanti hanno avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne le qualità.       

È stato, ancora una volta, il sindaco Salvatore Solano a farsi interprete del sentimento collettivo. «Con profonda emozione, mi sento di rappresentare il sentimento di dolore di una comunità ancora più ferita per la morte di Pino. Oggi più che mai la nostra Stefanaconi si stringe attorno alla famiglia, alla moglie, ai figli, ed ai parenti tutti, esprimendo forte vicinanza e sentito affetto. Ciao Pino».

Molti i messaggi di cordoglio pubblicati sui social da amici, persone comuni, associazioni. A dedicargli un commosso addio è anche il Gruppo folk Città di Vibo, del quale aveva fatto parte, attraverso un messaggio del maestro Pippo Prestia: «Quando un amico lascia questa amara terra, è sempre molto triste! Un virtuoso della chitarra che ha avuto modo di suonare il suo strumento in giro per il mondo. Purtroppo il coronavirus lo ha falciato all’età di 61 anni, lasciando nello sconforto, non solo i familiari ma tutti noi che abbiamo avuto il piacere e la fortuna di avere vissuto con lui, momenti indimenticabili. Ti saluto amico Pino, sei andato nel mondo dei giusti. Ti prego, ora suona assieme agli angeli la nostra Calabrisella e noi ti risponderemo in coro… “olì olà”».

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