Provincia, si riaccende la protesta. Lavoratori da quattro mesi senza stipendio

Occupata la banca e reclamato a gran voce il pagamento delle spettanze arretrate. «In assenza di risposte la mobilitazione riprenderà più pesante e clamorosa di prima» promettono i dipendenti di Palazzo ex-Enel.

Occupata la banca e reclamato a gran voce il pagamento delle spettanze arretrate. «In assenza di risposte la mobilitazione riprenderà più pesante e clamorosa di prima» promettono i dipendenti di Palazzo ex-Enel.

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Circa trenta lavoratori della Provincia di Vibo Valentia hanno inscenato, mercoledì scorso, una ferma protesta nella sede vibonese della banca Monte dei Paschi di Siena, istituto di tesoreria dell’Ente, occupandone per alcune ore i locali. Hanno richiesto a gran voce il pagamento degli stipendi arretrati che ammontano ormai a quattro mensilità.

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Nella giornata di giovedì, allo scopo di dirimere la questione, si è tenuto un incontro presso la sede dell’Amministrazione provinciale tra il Segretario generale della Provincia, il direttore del Monte dei Paschi di Siena di Vibo e un funzionario della stessa banca proveniente dalla sede regionale di Reggio Calabria. Anche in questa circostanza veementi sono state le proteste messe in atto da un centinaio di lavoratori davanti all’ufficio del segretario generale Cesare Pelaia, tali da costringere i funzionari dell’istituto di credito ad incontrare una delegazione degli stessi dipendenti.

Ancora ieri, una delibera per la dilazione dei mutui firmata dal presidente della Provincia, Andrea Niglia, ha intimato all’istituto bancario di «non accantonare somme libere e disponibili per il pagamento delle rate in scadenza dei mutui contratti con Cassa depositi e prestiti, del Credito sportivo, Bnl» e di «procedere al pagamento delle competenze dovute al personale dipendente per la mensilità di luglio, per la quale esistono già i titoli di pagamento».

«Se tale iniziativa non dovesse sortire effetti significativi – fanno sapere i lavoratori – la protesta compirà un ulteriore passo in avanti e farsi ancora più pesante e clamorosa. Chissà che non si debba seguire l’esempio di Crotone (il riferimento è alla serrata della sede da parte del presidente Vallone, ndr), dopo il mese passato sul tetto tra luglio e agosto».