Rinascita-Scott: Cassazione accoglie ricorso della Dda su Francesco La Rosa

Annullata con rinvio la decisione del Riesame di Catanzaro che a gennaio ha scarcerato il 49enne di Tropea. Non valutati i contrasti con l’imprenditore Mario Lo Riggio per una donna
Annullata con rinvio la decisione del Riesame di Catanzaro che a gennaio ha scarcerato il 49enne di Tropea. Non valutati i contrasti con l’imprenditore Mario Lo Riggio per una donna
Informazione pubblicitaria

Accolto dalla quinta sezione penale della Cassazione l’appello della Dda di Catanzaro avverso la decisione con la quale il Tribunale del Riesame il 21 gennaio scorso ha annullato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Francesco La Rosa, 49 anni, di Tropea, detto “U Bimbu”. Il 49enne è coinvolto nell’inchiesta Rinascita-Scott ed è accusato del reato di associazione mafiosa e violenza privata aggravata dal metodo mafioso risalente al 2015 ai danni di Mario Lo Riggio per la vicenda riguardante una donna contesa. La Suprema Corte, accogliendo il ricorso della Procura distrettuale, ha annullato con rinvio la decisione del Riesame ritenendo le motivazioni poste alla base della scarcerazione “lacunose e confuse” avendo i giudici del Tribunale del Riesame di Catanzaro “sovrapposto il contenuto di due diverse e successive conversazioni: una del 17 maggio 2015, intercorsa tra Francesco La Rosa e Mario Lo Riggio e captata sul cellulare in uso a quest’ultimo – il cui contenuto è più ampio di quanto indicato nel provvedimento del Riesame – e altra successiva intercorsa tra i medesimi soggetti, il cui contenuto completo – scrive la Cassazione – non appare affatto valutato dal Tribunale del Riesame”. [Continua]

Mario Lo Riggio

Per la Cassazione emerge che Francesco La Rosa ha “esplicitamente minacciato Mario Lo Riggio”, tanto è vero che quest’ultimo aveva deciso di interrompere la relazione sentimentale con una donna che in precedenza aveva intrattenuto identica relazione con La Rosa. Per la Cassazione, nella decisione del Riesame di Catanzaro c’è un “vuoto valutativo, prima ancora che motivazionale, che investe, con esiti irrimediabili, l’ordinanza impugnata, nella misura in cui essa ha del tutto escluso ogni seppure implicita considerazione del compendio dimostrativo dei contatti tra Lo Riggio ed esponenti del clan La Rosa, costituito da ben venticinque captazioni dipanatesi durante i mesi di maggio e giugno 2015 e coincidenti con gli incontri verificatisi tra Mario Lo Riggio, Nazzareno Colace e Domenico Polito di cui non vi è alcuna traccia motivazionale nel provvedimento impugnato e che – secondo l’impostazione accusatoria – dimostrerebbero l’intervento della ‘ndrina, a mezzo di suoi esponenti, nel risolvere il contrasto che era insorto tra il La Rosa ed il Lo Riggio, legato alla relazione sentimentale che entrambi avevano, in tempi diversi, intrapreso” con una donna di Tropea. Atti, dunque, ad altra sezione del Riesame che dovrà pronunciarsi nuovamente sulla posizione di Francesco La Rosa nei cui confronti, intanto, la Dda di Catanzaro ha già avanzato – unitamente al fratello Antonio La Rosa, alias “Ciondolino” – richiesta di rinvio a giudizio nell’ambito dell’inchiesta Rinascita-Scott.
Per Mario Lo Riggio, invece, il processo (associazione mafiosa) si aprirà il 9 novembre dinanzi al Tribunale collegiale di Vibo Valentia avendo optato per il giudizio immediato (saltando, quindi, l’udienza preliminare).