Tentata estorsione e lesioni: due condanne a Vibo

Al centro della vicenda un terreno conteso di cui i due imputati volevano impadronirsi per far pascolare il loro gregge

Al centro della vicenda un terreno conteso di cui i due imputati volevano impadronirsi per far pascolare il loro gregge

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Lesioni personali aggravate e concorso in tentata estorsione. Questi i reati per i quali il Tribunale collegiale di Vibo Valentia (presidente Vincenza Papagno, giudici a latere Graziamaria Monaco ed Adriano Cantilena) ha condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione Angelo Vittorio Guerrera, 61 anni, ed il figlio Francesco Guerrera, 30 anni, entrambi di Arzona di Filandari.

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Secondo l’impalcatura accusatoria, il 7 marzo 2011 i due Guerrera avrebbero sferrato numerosi colpi di bastone nei confronti di Antonio Guerrera (fratello di Angelo Vittorio) cagionandogli lesioni personali consistite in diverse fratture, contusioni multiple ed un trauma cranico. Ferite giudicate guaribili in 25 giorni. Il tutto per costringere la vittima a cedere le sue quote di un fondo agricolo, trasmesso per eredità dal defunto genitore di Angelo Vittorio e di Antonio, dove far pascolare il loro gregge di pecore, così rinunciando di fatto alla sua quota di terreno. Tale ultima condotta è costata per i due imputati l’accusa – ed ora la condanna – per il reato di tentata estorsione. Antonio Guerrera, minacciato di morte anche a mezzo di un tridente agricolo e di un bastone, si è poi rivolto alle forze dell’ordine denunciato tutto.

Le contestazioni per Angelo Vittorio Guerrera era aggravate dalla recidiva semplice, mentre a Francesco Guerrera  era contestata la recidiva infraquinquennale.

Per una vicenda simile i due Guerrera sono già stati condannati in via definitiva dalla Cassazione nell’aprile scorso.

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