Mileto verso le elezioni, il monito di don Dicarlo: «Chi si candida dica “No” alla mafia»

Dalle pagine de Il Vibonese, il parroco della basilica-cattedrale prova a smuovere le coscienze all’indomani della fine anticipata della consiliatura affinché «si faccia tesoro delle esperienze passate e si dia vita ad un nuovo corso»

Dalle pagine de Il Vibonese, il parroco della basilica-cattedrale prova a smuovere le coscienze all’indomani della fine anticipata della consiliatura affinché «si faccia tesoro delle esperienze passate e si dia vita ad un nuovo corso»

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Don Domenico Dicarlo
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È preoccupato il parroco della basilica-cattedrale di Mileto don Domenico Dicarlo, da sempre impegnato nel sociale e a smuovere le coscienze di chi, a vario livello, si trova ad operare nella cittadina normanna. Teme che, dopo la fine anticipata dell’amministrazione guidata da Domenico Antonio Crupi e l’onta dello scioglimento per mafia subita da chi l’ha preceduta, alle prossime elezioni comunali di primavera non si faccia tesoro delle esperienze passate e venga riproposta la solita “solfa”. 

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Da qui, il pressante appello alla cittadinanza e alle istituzioni preposte affinché «ponderino le loro scelte, vigilino e si regolino di conseguenza. C’è bisogno dell’alba di un nuovo giorno – afferma a “Il Vibonese” il parroco della chiesa madre della diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, nonché presidente del Centro di prima accoglienza e della Comunità di recupero per tossicodipendenti “Maranathà” – che permetta finalmente di cambiare rotta e di dar vita ad un nuovo corso, in modo da dare risposte concrete ad un territorio martoriato come il nostro. Per il bene delle generazioni future, tutti insieme dobbiamo finalmente rialzare la testa e riprendere in mano il nostro destino. Basta con gente collusa con il malaffare, che pensa solo ad acquisire privilegi e a fare affari utilizzando la politica. Le prossime elezioni rappresenteranno una grande opportunità per il comune di Mileto. Proprio per questo, avremo bisogno di amministratori onesti, che puntino in spirito di servizio al bene della comunità e non di pochi intimi, ad una politica che non faccia gravare il peso economico sulle fasce deboli e su chi si prodiga e opera nel terzo settore. Da qui, la grande responsabilità di noi elettori a saper usare al meglio il voto, scegliendo in base alle qualità morali, civili e professionali dei candidati, e non per vincoli di parentela, per promesse di favori ricevute o quant’altro».

Nel suo intervento, il sacerdote si rivolge poi direttamente a coloro che, a vario titolo, a primavera pensano di presentarsi davanti agli elettori. E anche in questo caso le sue parole non lasciano spazio a dubbi e fraintendimenti di sorta, anzi. «Voi che sarete chiamati a far parte delle varie liste – chiosa al riguardo don Dicarlo – è giusto che diate garanzie assolute in tema di moralità, di onestà e non solo. Proprio per questo, prima di sottoscrivere la candidatura vi invito a firmare una dichiarazione di ferma condanna e, quindi, a prendere apertamente e in modo solenne le distanze dalla mafia, dal malaffare e dai suoi surrogati». 

La “chiamata alle armi” del coraggioso parroco della basilica-cattedrale di Mileto si conclude con la pressante richiesta alle forze dell’ordine e alle autorità giudiziarie «a fare la loro parte e a controllare accuratamente i movimenti all’interno delle liste che si andranno a comporre, in modo da prevenire e scongiurare eventuali infiltrazioni affaristico-mafiose all’interno di Palazzo dei normanni».

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