Mileto, fine dei giochi: cade l’Amministrazione guidata dal sindaco Domenico Crupi

La fine della consiliatura, sancita nel corso di un consiglio comunale contrassegnato dalle pesanti accuse dello stesso Crupi, il quale ha paventato l’ipotesi che alla base della sua caduta ci sia stato il disegno di bloccare il Psc

La fine della consiliatura, sancita nel corso di un consiglio comunale contrassegnato dalle pesanti accuse dello stesso Crupi, il quale ha paventato l’ipotesi che alla base della sua caduta ci sia stato il disegno di bloccare il Psc

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L'ex sindaco Domenico Crupi

Pochi minuti fa è stato scritto l’ultimo atto dell’amministrazione guidata da Domenico Antonio Crupi, insediatosi alla guida del Comune di Mileto nel maggio del 2014. Nel corso del consiglio comunale il sindaco, dopo aver con quel che rimaneva della sua truppa (alle dimissioni delle scorse settimane dell’ex assessore Pasqualina Arena nella mattinata di ieri si erano aggiunte quelle già annunciate dell’assessore alla Pubblica istruzione Angelica Riso) approvato d’urgenza le variazioni al bilancio, ha rassegnato le dimissioni ponendo fine al suo mandato elettorale.

Le rinomate capacità di “calmieratore” che lo hanno portato per decenni a calcare i palcoscenici della politica comunale e provinciale, dunque, in questo caso non hanno funzionato a dovere. Prima di lasciare, tuttavia, Totò Crupi ha espresso concetti e opinioni che non mancheranno di fare rumore, paventando addirittura l’ipotesi che dietro alla caduta dell’amministrazione ci sia stato il disegno di bloccare l’iter del Piano strutturale comunale.

«Oggi era un giorno importante per Mileto – ha infatti affermato l’ormai ex sindaco – perché era stato concordato il Psc dopo un lungo lavoro. Come potete notare non è all’ordine del giorno, quindi non si potrà approvare uno strumento urbanistico particolarmente importante per la città e l’economia della stessa. In questi giorni è stata fatta circolare la voce che starebbe per insediarsi la Commissione d’accesso. A me non risulta, anche perché mi sono sempre interfacciato, sia con la locale caserma dei carabinieri, sia con la Prefettura e sia con la Procura della Repubblica. Ora qualcuno dice che ad essere interessato sia qualche dipendente. Io non ci credo. Tuttavia, gli autori di questo teorema hanno raggiunto il loro scopo: l’arrivo di un commissario e il mancato sviluppo del territorio a causa della mancata approvazione del Psc».

L’ormai ex sindaco ha concluso il suo intervento rivendicando le tante cose fatte o in itinere. Tra queste, la risoluzione della problematica spazzatura e il raggiungimento della percentuale del 60 per cento di raccolta differenziata, i lavori ereditati e portati a compimento riguardanti l’Auditorium della Fondazione “Cuore Immacolato di Gesù Rifugio delle Anime”, il Parco archeologico medievale di Mileto antica e la pavimentazione di via Umberto a Paravati, i finanziamenti ottenuti per la Scuola “Morabito”, la demolizione e la ricostruzione dell’Asilo infantile “Sorelle D’Onofrio”, l’adeguamento sismico della Scuola media di Paravati.

Sulla carta Totò Crupi avrebbe avuto ancora 20 giorni di tempo per ritirare le sue dimissioni. Un’ipotesi caduta nel vuoto quando, subito dopo, ad annunciare e a protocollare lo stesso atto sono stati il vicesindaco Francesco Schimmenti, l’assessore Giuseppe Cupi e il consigliere Saverio Dimasi. Voltata pagina, dopo un breve periodo commissariale già alla prima tornata utile post elezioni nazionali, tra maggio e giugno, molto probabilmente i miletesi saranno chiamati a scegliere il successore di Crupi. All’orizzonte, almeno ad oggi, non si intravede nulla di buono, se non il solito “nuovo” che avanza e qualche figura poco credibile. Dopo le recenti vicissitudini interne all’ormai ex amministrazione comunale, ci si era chiesti se Totò Crupi sarebbe riuscito a mangiare il panettone. In effetti lo ha fatto, ma a questo punto è del tutto evidente… che gli è rimasto indigesto.

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