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Il Consiglio di Stato, dopo la sospensiva di settembre, conferma nel merito lo scioglimento per infiltrazioni mafiose degli organi elettivi dell’ente ribaltando la sentenza del Tar Lazio

Cronaca

La terza sezione del Consiglio di Stato ha confermato lo scioglimento degli organi elettivi del Comune di Tropea per infiltrazioni mafiose. A settembre i giudici amministrativi avevano sospeso l’esecutività della sentenza con la quale il Tar del Lazio aveva annullato il decreto di scioglimento degli organi elettivi del Comune di Tropea per infiltrazioni mafiose deciso il 12 agosto 2016 con apposito decreto presidenziale sulla scorta di una relazione redatta dalla Commissione di accesso agli atti (composta dal viceprefetto Lucia Iannuzzi, dall'allora comandante della Compagnia dei carabinieri di Tropea Francesco Manzone e dal capitano della Guardia di finanza Giovanni Torino), dalla Prefettura di Vibo Valentia e dal Ministero dell’Interno.

I giudici amministrativi di secondo grado hanno quindi accolto nel merito l’appello del Ministero dell’Interno e della Prefettura di Vibo confermando definitivamente la terna commissariale antimafia al posto degli organi elettivi. Ciò vuol dire che il sindaco di Tropea, Giuseppe Rodolico, e tutta la sua Giunta – oltre che all’intero Consiglio comunale – sono cessati definitivamente dalle loro funzioni e non vi è più alcuna possibilità di un loro ritorno alla guida dell’ente locale.

Secondo il Consiglio di Stato, quindi, il Tar Lazio ha sbagliato a valutare gli elementi posti a sostegno dello scioglimento del Comune per infiltrazioni mafiose. Ed ha sbagliato anche nella valutazione giuridica di alcune situazioni di fatto. 

LEGGI QUI le motivazioni della sospensiva: 

'Ndrangheta: Comune di Tropea di nuovo commissariato per mafia

 

 

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