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Uno degli imputati è il figlio della presidente della sezione penale Lucia Monaco. Presentata istanza di rimessione del processo ad altra sede. Deciderà la Cassazione

Cronaca

Si è aperta oggi dinanzi al gup del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, l’udienza preliminare del procedimento nei confronti di sette imputati coinvolti in un’inchiesta antidroga della Squadra Mobile, con il coordinamento del pm Claudia Colucci, che mira a far luce anche sul tentativo di “conquistare” alcuni istituti scolastici cittadini (il Liceo Classico di Vibo, in primis) quali luoghi di spaccio. 

Dopo la richiesta di rinvio a giudizio del sostituto procuratore, Claudia Colucci (in foto), presentata il 15 dicembre scorso, dinanzi al gup sono oggi comparsi: Arcangelo D’Angelo, 28 anni, di Piscopio, attualmente sottoposto all’obbligo di dimora (avvocato Marco Talarico); Giovanni Zuliani, 22 anni, di Piscopio, agli arresti domiciliari (avvocati Francesco Muzzopappa e Domenico Anania); Michele Zuliani, 20 anni, di Piscopio, agli arresti domiciliari (avvocati Muzzopappa e Anania); Antonio Zuliani, 26 anni, di Piscopio, ai domiciliari (avvocato Muzzopappa); Nicola Doria, 31 anni, di Piscopio, sottoposto all’obbligo di dimora (avvocato Giovanni Vecchio); Emmanuele La Bella, 26 anni, di Piscopio, sottoposto all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (avvocato Laura Moschella): Francesco Morano, 21 anni, di Vibo Valentia, sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria (difeso dagli avvocati Francesco Gambardella e Francesca Rita Giovinazzo).

Emmanuele La Bella ha però presentato certificazione medica attestante un legittimo impedimento e la sua posizione è stata stralciata. 

Il difensore di Francesco Morano, vale a dire l’avvocato Francesco Gambardella, ha però presentato un’istanza per la rimessione del processo ad altra sede, motivandola con il fatto che il suo assistito è il figlio della presidente della sezione penale Lucia Monica Monaco. Ad avviso dell’avvocato Gambardella, una volta esercitata l’azione penale un giudice della sezione presieduta dalla madre dell’imputato si troverà a dover decidere sulla fondatezza o meno dell’accusa e, quindi, dichiarare la colpevolezza o l’innocenza di Francesco Morano. 

Per il difensore, quindi, il giudice che dovrà giudicare il figlio della presidente della sezione penale “potrebbe non avere quella indispensabile serenità che, invece, è sempre necessaria e deve presiedere, in generale qualsiasi giudizio”. 

Sebbene le norme che regolano i casi di rimessione del processo - derogando alla competenza del giudice naturale precostituito per legge voluto sancito dalla Costituzione - siano tassativi, secondo l’avvocato Gambardella nel caso in esame la rilevanza della situazione oggettiva che si è venuta a creare sarebbe “univocamente significativa in ordine alla reale idoneità a fuorviare la serenità del giudizio”. 

Per tali motivi, l’avvocato ha chiesto alla Corte di Cassazione di accogliere la richiesta di rimessione pronunciando i provvedimenti conseguenziali. 

Il gup del Tribunale di Vibo Valentia, Lorenzo Barracco, preso atto del deposito dell’istanza, ha quindi sospeso il procedimento in attesa della decisione della Cassazione.

Le accuse. Detenzione ai fini di spaccio, cessione, offerta in vendita, procacciamento ad altri e consegna di sostanza stupefacente le accuse mosse a vario titolo agli imputati. L’inchiesta ha aperto uno spaccato inquietante sullo spaccio di marijuana nella città di Vibo Valentia, con il pm Claudia Colucci e la Squadra Mobile che hanno meticolosamente curato un’indagine partita a seguito dell’incendio – il 28 giugno 2016 – di una pizzeria e che ha finito per portare gli inquirenti a far luce su una rete di spaccio messa in piedi da un gruppo di giovani Piscopisani “dediti attivamente e diffusamente allo smercio di stupefacenti, prevalentemente marijuana, in particolare verso acquirenti (giovani e studenti) di Vibo-città sui cui il gruppo di Piscopio intende ancor più consolidarsi mediante l’allocazione di pedine all’interno o gravitanti intorno alle scuole, in particolare al Liceo Classico Morelli di Vibo”.

I tre fratelli Zuliani sono inoltre cugini di Rosario Battaglia e Rosario Fiorillo, ritenuti al vertice del clan di Piscopio ed attualmente sotto processo per l’omicidio del boss di Stefanaconi Fortunato Patania. 

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