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Fanno discutere in città le scelte dell’amministrazione comunale. Anche piazza Municipio trasformata in luogo di sosta a pagamento per l’intera mattinata

Cronaca

Una città nel caos. Così si presenta Vibo Valentia nelle ore di punta, ma la situazione non è migliore neanche in altre ore della giornata. Traffico impazzito, mancanza di parcheggi ed assenza di un adeguato sistema di trasporto pubblico urbano rendono la situazione, specie nelle ore di entrata ed uscita dalle scuole, davvero incresciosa. L’amministrazione comunale, guidata dal sindaco Elio Costa, per far fronte al problema ha deciso di aumentare gli spazi delimitati dalle strisce blu e di installare i parchimetri. Una scelta che, paradossalmente, rischia di aumentare ancor di più il caos in quanto costringerà molti cittadini a girare ancora più a lungo nel tentativo di trovare un posto libero nelle strisce bianche. 

Già, le strisce bianche. Quelle volute dalla legge nelle immediate vicinanze degli spazi delimitati dalle strisce blu ma quasi totalmente assenti a Vibo Valentia - o comunque in numero insufficiente - nelle previsioni del Comune. Un dato di fatto che rischia di rendere totalmente illegittime le eventuali multe sulle strisce blu. 

I buoni propositi per migliorare il servizio di trasporto pubblico urbano sono infatti sinora rimasti lettera morta. Era stato nel 1996 l’ex sindaco Giuseppe Iannello ad istituire un servizio di mini-bus per collegare le diverse zone della città ed invogliare così i cittadini all’uso dei mezzi pubblici, lasciando a casa le automobili. Ma fatto fuori Iannello, sindaco scomodo per chi nella nostra provincia vive da sempre di pane, politica e grembiulini vari, nessuno ha pensato di potenziare il servizio. Vibo-città conta circa 25mila abitanti, meno della metà di cittadine come Siena, Arezzo, Pisa, Parma, Ferrara o Grosseto, realtà dove il traffico quasi non esiste, nonostante la mole di turisti che affollano tali località. Lì, infatti, i mezzi di trasporto pubblico funzionano perfettamente e sono davvero pochi i residenti che non li utilizzano per spostarsi. 

Ma ciò che più indigna i vibonesi è l’irrazionalità di alcune scelte compiute dall’amministrazione comunale in tema di parcheggi e strisce blu. Scelte che  in molti casi contrastano, in maniera evidente, con il dettato normativo previsto dal codice della strada. 

Ad esempio, il Codice della Strada stabilisce che “le aree destinate al parcheggio devono essere ubicate fuori dalla carreggiata e comunque in modo che i veicoli parcheggiati non ostacolino lo scorrimento del traffico”. In altre parole, le strisce blu parallele alla carreggiata, non delimitate quindi all’inizio ed alla fine da appositi cordoli conglobati - ad esempio, all’interno dei marciapiedi - sono fuorilegge. Una tesi questa che trova da anni conforto in diverse sentenze di altrettanti Giudici di Pace (di Roma e Bari, solo per citarne alcuni). Si troverebbero pertanto in contrasto con la legge, le strisce blu che l’amministrazione comunale di Vibo ha istituito in via Argentaria, nei pressi dell’istituto d’Arte. Ma c’è di più, anzi di peggio. 

Sempre il Codice della Strada fa infatti divieto all’automobilista di parcheggiare entro i cinque metri da un incrocio. Un obbligo di legge però non rispettato in piazza Santa Maria all’incrocio con via Gagliardi, nella stessa via Gagliardi all’incrocio con via Terravecchia inferiore, su viale Kennedy all’incrocio con via Enrico Fermi, su Corso Umberto ed in via Popilia, solo per citarne alcune, dove sono state apposte le strisce blu per i parcheggi a meno di cinque metri dagli incroci.  

Il Codice della Strada prevede inoltre che i proventi derivanti dall’esercizio della sosta sulle strisce blu devono essere destinati alla costruzione di altri parcheggi. In realtà, in attesa dei proventi derivanti dalla sosta sulle nuove strisce blu, due parcheggi gli inquilini di palazzo “Luigi Razza” li hanno realizzati: uno peggiore dell’altro. In un caso, infatti, è stato realizzato nella palestra della scuola Garibaldi, rovinando così esteticamente una struttura storico-architettonica della città e portando inoltre caos e smog proprio sotto le finestre di alunni ed insegnanti. Nel secondo caso, invece, si è scelto di trasformare addirittura piazza Municipio (unico capoluogo di provincia in Italia dove è possibile una cosa del genere nella piazza principale della città) in un enorme parcheggio per tutta la mattinata, senza minimamente tenere conto che nei vicini istituti scolastici si entra e si esce in orari ben precisi. 

Concludendo, in una città dove il servizio pubblico urbano non funziona perché regolato malissimo (non si conoscono né gli orari dei bus e neanche i luoghi per le fermate), dove le strade sono piene di buche e le strisce bianche in numero insufficiente, l’amministrazione comunale ha pensato di installare i parchimetri per fare cassa. Benvenuti a Vibo Valentia, da “giardino sul mare” degli anni ’60 a “parcheggio sul mare” attuale.

 

Lacnews24.it
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