Prove di dialogo diocesi-Fondazione di Natuzza: la “Grande chiesa” consacrata a maggio?

L’assemblea dei soci opta per la “linea morbida” alla ricerca di una conciliazione con il vescovo Renzo e c’è chi assicura che, una volta approvate le modifiche dello statuto, il sogno della mistica di Paravati si possa realizzare nel giorno della Festa della mamma

L’assemblea dei soci opta per la “linea morbida” alla ricerca di una conciliazione con il vescovo Renzo e c’è chi assicura che, una volta approvate le modifiche dello statuto, il sogno della mistica di Paravati si possa realizzare nel giorno della Festa della mamma

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L'interno della "Grande chiesa" voluta da Natuzza Evolo
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Il contenuto dell’ultima assemblea dei soci, svoltasi lo scorso 20 gennaio, ha indubbiamente aperto nuovi, positivi scenari sulla vicenda che da mesi sta interessando la Fondazione “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” di Paravati, sorta anni fa su input della mistica Natuzza Evolo per la realizzazione della realtà socio-religioso-assistenziale “Villa della Gioia”. 

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Sino a quel giorno, tutto sembrava stesse irrimediabilmente precipitando. Il muro contro muro la stava facendo da padrone e gli eventi immediatamente precedenti (dimissioni del presidente ad interim Marcello Colloca e di altri componenti del direttivo e intimazione del vescovo Luigi Renzo a non dare corso all’assemblea) avevano contribuito a frastornare ancora di più il nutrito popolo di figli spirituali dell’umile donna calabrese sparsi per il mondo. Non facendo presagire nulla di buono, tra l’altro, riguardo alla scontro in atto tra diocesi e Fondazione, susseguente alla mancata approvazione delle riforme dello statuto richieste mesi prima dal presule miletese. 

Invece, nell’auditorium della Casa per anziani “Monsignor Pasquale Colloca”, a pochi metri dalla tomba di Natuzza, in quelle ore si è consumato una sorta di “miracolo”, ciò che a quel punto nessuno osava nemmeno sperare. Evidentemente, giunti sull’orlo precipizio, il buonsenso, ma, soprattutto, la ritrovata consapevolezza del fatto che in nessun modo bisogna disperdere l’enorme patrimonio spirituale lasciato in eredità dalla mistica morta nel giorno di Ognissanti del 2009, hanno alla fine prevalso sulle variegate “ragioni di Stato”. 

L’assemblea dei soci, proprio nel momento in cui le “colombe” avevano deciso di ammainare bandiera bianca, si è finalmente trovata d’accordo sul fatto che l’unica via da intraprendere è quella del dialogo con la diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea, e con il vescovo che oggi la rappresenta. Nell’occasione, a riprova che il vento era evidentemente cambiato, di estrema importanza è risultata la posizione assunta dal direttore della Fondazione padre Michele Cordiano, il quale, dopo mesi di silenzio, ci ha tenuto ad inviare un messaggio chiaro, a sottolineare che l’unica via da perseguire è quella della conciliazione, della ricerca di un punto d’incontro con monsignor Renzo. Tracciata la strada, l’assemblea dei soci fondatori sarà adesso chiamata a trasformare in fatti la dichiarazione d’intenti. La stessa si ritroverà nella Casa per anziani “Monsignor Pasquale Colloca” il prossimo mese di marzo.

Nel frattempo, con la mediazione dell’apposita commissione istituita dalla Conferenza episcopale calabra, con molta probabilità proseguirà il riavvicinamento tra le parti, tra l’altro auspicato anche da monsignor Renzo “tra le righe” della disposizione canonica con cui sospendeva l’assemblea dello scorso 20 gennaio. I più ottimisti, qualora nella prossima assemblea i soci fondatori procedessero all’approvazione delle riforme dello statuto richieste dal vescovo, pensano che già a maggio, in occasione della tradizionale Festa della mamma in programma nella “Villa della Gioia”, la “Grande Chiesa” potrebbe essere consacrata e aperta al culto. Per la gioia dei tanti fedeli che, al di là di tutto, aspettano solo di vedere germogliare il seme piantato in vita da “Mamma Natuzza”, che la santità della mistica, rimossi gli ostacoli di sorta… possa finalmente rifulgere in tutto il suo bagliore.

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