Intimidazione a colpi di kalashnikov a Paravati, i titolari della Satel: «Andiamo avanti» (VIDEO)

Dopo l’ennesimo attentato subito parlano i fratelli Salimbeni: «Fare impresa qui è difficile ma non ci arrendiamo». Un contributo alle indagini potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza 

Dopo l’ennesimo attentato subito parlano i fratelli Salimbeni: «Fare impresa qui è difficile ma non ci arrendiamo». Un contributo alle indagini potrebbe arrivare dalle telecamere di sorveglianza 

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Uno dei mezzi colpiti
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Dignità, compostezza, desiderio di non mollare, di rimanere nella propria terra e di non piegarsi all’ennesimo duro colpo inferto loro dalla criminalità. Nonostante questa si dimostri matrigna e in molti casi non riesca a tutelare i propri figli, gli onesti, la parte buona che, al di là di tutto e tutti, con la schiena dritta riesce a dare lavoro a circa 40 persone

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Ciò attestano in questi tragici momenti le parole dette a caldo a “Il Vibonese” da Carmelo Salimbeni, uno dei due fratelli, titolari dell’azienda Satel con sede a Paravati, frazione di Mileto, oggetto questa notte del secondo atto intimidatorio subito nel giro di pochi giorni, l’ennesimo in questi anni

«Stiamo vivendo momenti difficili – afferma visibilmente scosso uno dei proprietari della ditta attiva nel settore delle telecomunicazioni – e lo scoramento è grande. Fare imprenditoria in Calabria è assolutamente impossibile. Tuttavia, non abbiamo nessuna intenzione di chiudere, anche perché dopo una vita di lavoro nel ramo e oltre dieci anni di attività della nostra ditta non sapremmo dove andare e cosa fare. La Satel dà oggi da vivere a 40 persone e alle loro famiglie. In questo modo, tagliandoci le gambe, stanno solo riducendo le nostre potenzialità e mettendo a rischio tanti posti di lavoro». 

Intanto, emergono ulteriori, drammatici, inquietanti dettagli in merito al grave atto intimidatorio perpetrato alle 2 circa di questa notte ai danni dell’azienda con sede a Paravati. I malviventi, armati di Kalashnikov, hanno agito incappucciati dopo aver scavalcato il muro di cinta del retro della sede di proprietà dei fratelli Salimbeni. Una volta entrati nel cortile da via Bolzano, hanno letteralmente crivellato di colpi i numerosi automezzi parcheggiati al suo interno, incuranti del frastuono provocato e del fatto che il fabbricato si trovava in una zona densamente abitata, in pieno centro cittadino, di rimpetto a piazza Caduti di Nassiriya

A dimostrazione che il livello di guardia ha raggiunto limiti ormai insostenibili nel Vibonese. Subito dopo, hanno scavalcato il muro di cinta e si sono dati alla fuga a bordo di un’automobile. Le immagini sono state immortalate dalle telecamere a circuito chiuso presenti nel cortile e nella zona. Fotogrammi che, si spera, consentano di fornire agli inquirenti elementi utili ad individuare gli artefici del raid effettuato quasi sicuramente a fini estorsivi.     

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