Paravati, il vescovo rigetta la “supplicatio” chiesta dalla Fondazione

Il presidente dell’Ente ispirato da Natuzza aveva chiesto la revoca della diffida emanata da Luigi Renzo che commenta: «Richiesta tardiva, l’assemblea andava sospesa» 

Il presidente dell’Ente ispirato da Natuzza aveva chiesto la revoca della diffida emanata da Luigi Renzo che commenta: «Richiesta tardiva, l’assemblea andava sospesa» 

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Il vescovo Luigi Renzo

«In risposta alla richiesta di revoca del decreto con diffida da me emanato il 3 scorso, fatta pervenire a mano e per e-mail lo scorso 13 marzo, faccio rilevare che la ritengo inutile e, se vogliamo, fuorviante, considerato che l’assemblea si è comunque deliberatamente svolta, malgrado il divieto. Se la volontà di intraprendere un percorso aperto più al dialogo fosse stata sincera, tale “supplicatio” avrebbe dovuto essere presentata prima, magari sospendendo e rinviando provvisoriamente l’assemblea, ma questo non è avvenuto». 

È questa la replica che il vescovo di Mileto Luigi Renzo rivolge alla richiesta formulata nei giorni scorsi, all’indomani della celebrazione dell’assemblea dei soci della Fondazione voluta da Natuzza (ed espressamente “diffidata” dal presule), da parte del presidente dello stesso Ente.

Parole che, anche alla luce del trasferimento di Padre Michele Cordiano, già tesoriere della Fondazione, non lasciano adito a dubbi circa l’ormai abissale distanza tra le due parti in causa e che lo stesso vescovo di Mileto “rincara” così: «Circa poi la professata volontà “di proseguire un sereno e costruttivo dialogo circa le richieste avanzate inerenti la pastorale ed il culto” mi pare in completa contraddizione “in terminis”, visto quanto affermato nel v/s verbale n. 38 del 10 marzo u.s., dove si continua a sostenere unilateralmente che si ritiene “sufficiente regolamentare concordemente (?) i rapporti Diocesi-Fondazione” senza affatto modificare i punti dello Statuto da me richiesti, come se questi quasi due anni e mezzo di trattative non fossero serviti a nulla. Il rapporto tra Diocesi e Fondazione deve avvenire su base statutaria e successivo protocollo d’intesa per l’utilizzo della chiesa, non per semplice “Regolamento”, che per sua natura riguarda la vita interna della Fondazione e non il rapporto con un ente diverso, qual è la Diocesi».

Quindi la determinazione finale: «Alla luce di quanto detto, mentre rigetto la “supplicatio” ex can. 1734, resto disponibile al dialogo purché si riparta da quanto già approvato a maggioranza dal CdA del 25 agosto 2017, poi confermato il 13 settembre, circa le modifiche da me richieste degli artt. 2, 3a e 10».

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