C’è chi la prende con filosofia, chi se la prende con il governo, chi dà sfogo alla propria rabbia imprecando. Anche i gestori in queste ore sono preoccupati: «Siamo in balìa degli eventi, non sappiamo quanto durerà questa situazione».

Distributori chiusi e code fino a 45 minuti

A Vibo è scattata la psicosi carburanti: un’ansia giustificata per molti versi visto che alcuni impianti, quelli di viale Affaccio in particolare, hanno già chiuso i battenti esponendo cartelli che non lasciano spazio a dubbi: “Carburante esaurito”, “Distributore fuori servizio”. Di conseguenza, gli impianti ancora aperti registrano file che arrivano anche a 45 minuti di attesa. Non tutti poi applicano il price Ccp e il gasolio arriva a costare anche 2,40 euro a litro. C’è chi mette 10 euro di diesel, il contatore supera di poco i 4 litri. «Costa quanto l’oro - dice un automobilista in coda, le guerre gliele stiamo pagando noi. Come dice il proverbio: “i ciucci s’acchiappanu e i varrili vannu nto menzu…”».

Un gestore non nasconde la difficoltà del momento: «Abbiamo quasi finito il carburante, stiamo per chiudere anche noi». La coda davanti al suo distributore va oltre i 300 metri. «Sono arrivata da Mileto a fare benzina - spiega una signora, arrivata alla colonnina dopo 30 minuti di fila - lì era già finita. Speriamo che la situazione si risolva presto».

L’accordo sulle autobotti e i timori per la grande distribuzione

Tuttavia non c’è rabbia contro gli agricoltori che hanno bloccato il rifornimento di carburanti dai depositi costieri di Vibo Marina. L’accordo raggiunto con la Questura per far passare almeno 10 autobotti al giorno potrebbe contribuire ad allentare la pressione, ma la percezione ormai comune è che il problema abbia radici più profonde. E c’è chi individua anche la causa: «La Meloni aveva promesso l’abolizione delle accise. Doveva migliorare la situazione in generale ma qui è sempre di più uno schifo».

C’è anche chi teme che s’inceppi tutta la catena della grande distribuzione. «Se la situazione non si sblocca, credo che anche gli scaffali si svuoteranno e penso che bisognerà fare delle scorte prima di restare senza generi di prima necessità» spiega un pensionato che ha trovato la stazione di servizio chiusa. E ad uno scenario di guerra allude anche un’altra automobilista dopo 40 minuti di coda sulla Statale 18. «Sembra che stiamo andando in guerra, non si può andare avanti così».