Una lunga chiazza marrone, partita dalla foce del torrente Sant’Anna e poi spinta dalla corrente verso nord, lungo lo specchio d’acqua davanti alla spiaggia di Bivona, ha fatto temere il peggio nel corso della mattinata. Le immagini riprese dall’alto mostrano una striscia torbida che taglia il mare a ridosso dell’arenile, in un punto da anni particolarmente sensibile per la costa vibonese.

Lo scenario ha suscitato apprensione, anche perché il Sant’Anna è stato spesso associato ai problemi di depurazione che in passato hanno interessato il tratto di mare davanti a Bivona. La preoccupazione iniziale, però, è stata ridimensionata nel giro di poco tempo: non si sarebbe trattato di una colata di reflui fognari né di materiale proveniente dal depuratore in località Silica, ma semplicemente di terra.

Secondo quanto emerso dalle verifiche attivate nell’immediatezza dal Comune di Vibo Valentia, la colorazione marrone dell’acqua sarebbe stata provocata da materiale terroso finito nelletto del torrente durante i lavori idraulici in corso lungo il Sant’Anna, proprio per mettere in sicurezza il suo alveo. Terra, dunque, e non scarichi fognari. Una distinzione decisiva, soprattutto in un’area dove ogni episodio di torbidità del mare viene inevitabilmente letto alla luce delle criticità ambientali degli anni passati.

L’amministrazione comunale si è mossa subito per controllare la situazione e ha escluso categoricamente che si trattasse di un episodio di inquinamento marino. Con il passare delle ore, anche l’aspetto dello specchio d’acqua è tornato alla normalità: la chiazza di terra si è progressivamente dispersa e il mare che bagna Bivona è tornato limpido.

Il nodo del Sant’Anna

L’episodio si inserisce comunque in una fase delicata per il torrente Sant’Anna, interessato da interventi che puntano a mettere ordine in una delle questioni ambientali più discusse della costa vibonese. Il corso d’acqua, che sfocia proprio a Bivona, è stato per anni il punto finale di un percorso segnato da criticità legate al sistema di depurazione e al passaggio delle acque trattate nel suo alveo.

Proprio per superare questo problema, è in corso il collegamento permanente tra il depuratore in località Silica e la condotta sottomarina di Portosalvo. L’obiettivo è evitare che le acque depurate attraversino il letto del Sant’Anna trascinando in mare quello che trovano lungo il percorso, eliminando così uno dei fattori che in passato hanno alimentato proteste, divieti e preoccupazioni durante la stagione estiva.

I lavori proseguono

La chiazza comparsa questa mattina, dunque, non sarebbe il segnale di un nuovo episodio di inquinamento, ma un effetto temporaneo legato alle lavorazioni in corso sull’alveo. Una circostanza che cambia completamente la lettura di quanto accaduto, ridimensionandone la gravità.

Intanto i lavori proseguono. «È l’estate della svolta», aveva assicurato il sindaco Enzo Romeo a maggio, intervistato da Il Vibonese. Al nuovo sistema di collettamento da 1,2 milioni di euro tra Silica e Portosalvo, in fase di conclusione, si aggiungono i lavori di messa in sicurezza per 18 milioni di euro che interesseranno tutti i torrenti e fossi che solcano il territorio comunale. Interventi che affondano le radici nella drammatica alluvione del 2006 e che ora, finalmente, dovrebbero iniziare.