La Cassazione respinge il ricorso straordinario di uno dei vertici dell’associazione sgominata con l’operazione “Ossessione”
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ANSA
Resta confermata la condanna a 30 anni di reclusione nei confronti di Salvatore Costantino, di 61 anni, di Nicotera, coinvolto nell’operazione antidroga denominata “Ossessione”. La terza sezione penale della Cassazione ha infatti respinto – ritenendolo inammissibile – il ricorso straordinario di Salvatore Costantino avverso la decisione della Suprema Corte del 10 settembre 2024 che aveva confermato da un lato la sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro del 6 luglio 2023 e in parte la sentenza del Tribunale di Vibo Valentia che lo aveva condannato a 30 anni per aver promosso, organizzato e diretto un’associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, oltre che per aver commesso altri reati. Salvatore Costantino con il ricorso straordinario in Cassazione lamentava l’errore di fatto per omesso esame di un motivo relativo all’inammissibilità dei motivi nuovi d’appello, quindi l’omesso esame del motivo sull’aggravante della transnazionalità, l’omesso esame dei motivi afferenti alle censure sulla competenza territoriale e sulla prescrizione. Per la Cassazione, il ricorso di Salvatore Costantino è manifestamente infondato e il ricorrente versa anche in colpa nella “determinazione della causa di inammissibilità” e da qui anche la condanna a versare tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
Resta dunque accertato in via definitiva che ad occuparsi dello scarico dello stupefacente in Italia sono stati i fratelli Costantino (Salvatore, condannato a 30 anni, Giuseppe, condannato a 10 anni e 8 mesi e Fabio, condannato a 30 anni) di Nicotera, facendola uscire dai porti e dagli aereoporti. In tale contesto, le indagini hanno fatto registrare gli affari dei vibonesi con esponenti legati al clan dei Mazzaferro di Marina di Gioiosa Ionica, da anni trapiantati nel milanese e nel comasco, in grado di smistare importanti quantità di narcotico in Lombardia. Nel marzo del 2018 i finanzieri erano riusciti anche a penetrare in un deposito di Milano dove era stata stoccata la droga. Il blitz portava al sequestro di 430 chili di hashish, giunti in Italia dal Marocco, via Spagna, e una pistola, oggetto di furto, in uso a Salvatore Costantino. L’ingente quantitativo di droga sequestrato avrebbe rappresentato solo una quota parte del prodotto commissionato dai calabresi al potente cartello stanziato in Marocco, in grado di assicurare costanti ed enormi forniture di narcotico. I fratelli Costantino stavano infatti trattando con l’organizzazione marocchina l’acquisto di una quantità pari a 3. 000 chili di hashish che, secondo i calcoli degli stessi affiliati, avrebbe portato nelle tasche dell’associazione un introito che si aggirava tra i quattro ed i cinque milioni di euro, da reinvestire nell’ancor più redditizio traffico di cocaina. I sodali, pienamente ingeriti nel traffico internazionale di sostanze stupefacenti, avrebbero inoltre dimostrato di voler difendere i propri interessi, ove necessario, anche con le armi. Il narcotraffico interessava anche altri Paesi come Colombia, Venezuela, Repubblica Dominicana, Spagna e Olanda.

