Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia ha revocato la misura cautelare in carcere nei confronti di Michele Silvano Mazzeo, 54 anni, di Mileto, assolto mercoledì dal reato associativo e condannato a 7 anni per i reati-fine contestati nel processo Maestrale-Carthago.

Dal luglio del 2024 era detenuto in regime di carcere duro (articolo 41 bis dell’ordinamento penitenziario). La decisione del Tribunale di Vibo è stata adottata in accoglimento di un’istanza presentata dagli avvocati Giuseppe Di Renzo e Pamela Tassone, tenendo anche conto – come evidenziato dal Tribunale di Vibo nell’ordinanza di revoca della misura – che la Corte d’Appello di Caltanissetta ha sostituito per Michele Silvano Mazzeo la misura del carcere con gli arresti domiciliari con obbligo di indossare il braccialetto elettronico. In Sicilia, infatti, Mazzeo è coinvolto in altro procedimento penale.

Il 54enne di Mileto lascia dunque il carcere (la Dda di Catanzaro aveva espresso parere contrario) per gli arresti domiciliari in quanto tale misura aveva ottenuto anche per altro procedimento penale (denominato “Tre Croci”) il cui processo è in corso a Palmi e dove è difeso sempre dagli avvocati Di Renzo e Accorretti. Da ricordare che Michele Silvano Mazzeo ha riportato una condanna definitiva a 8 anni anche nel processo nato dall’operazione “Rimpiazzo”.

In Maestrale-Carthago rispondeva, tra le altre cose, del reato di associazione a delinquere finalizzata al narcotraffico con ruolo apicale in quanto ritenuto fornitore del clan Soriano di Filandari. Dal reato associativo è stato però assolto. Michele Silvano Mazzeo, detto “Stallone”, per la Dda sarebbe inserito nella “Società maggiore di Mileto”, quale referente della ‘ndrina di Comparni ed in stretti rapporti con gli altri esponenti del locale di ‘ndrangheta Mileto contendendosi la leadership con Michele Galati. Michele Silvano Mazzeo – secondo l’accusa – avrebbe mantenuto contatti pure con altri clan del Vibonese e di Rosarno, nonché con la propaggine della ‘ndrangheta operante in Lombardia e precisamente a Seregno e Giussano dove avrebbero avuto un ruolo di rilievo le famiglie Cristello (originaria proprio di Mileto) e Stagno (originaria di Monterosso Calabro). Michele Silvano Mazzeo si sarebbe occupato anche in prima persona di estorsioni, scegliendo le attività commerciali e le aziende da vessare, nonché decidendo gli atti intimidatori da compiere. Il 9 luglio del 2025 è stato infine assolto anche nel processo con rito abbreviato nato dall’operazione antidroga denominata “Maestrale 3”.