Non sembra esserci via di scampo, ormai, per il Sistema bibliotecario vibonese. L’ente che per anni ha rappresentato un faro nella vita culturale della provincia di Vibo Valentia è da tempo agonizzante, sommerso da debiti per 700mila euro nei confronti di soggetti pubblici e privati che continuano, anche in questi giorni, a reclamare con atti ingiuntivi il saldo di prestazioni mai onorate.

Un vero e proprio ginepraio contabile e legale, da cui appare impossibile venire fuori anche per quell’organismo collegiale, l’assembla dei sindaci dei comuni associati, cui spetta l’arduo compito di individuare una soluzione che possa porre le basi per rimettere in sesto servizi e attività interrotte ormai da quasi due anni e che, nell’ultimo periodo, si trascinavano solo grazie ai sacrifici di alcune volontarie e dell’unica dipendente, rimasta senza stipendio.

Ha rappresentato per anni un faro nell’offerta culturale dell’intera provincia di Vibo Valentia. Debiti per 700mila euro ne hanno affossato le attività, tanto che adesso, per il Sistema bibliotecario vibonese, si profila lo spettro della liquidazione.

L’ultima assemblea dei sindaci è andata deserta: presenti solo il presidente Romeo e il sindaco di Francavilla Angitola, Giuseppe Pizzonia. Il primo cittadino vibonese proverà a riconvocarla a stretto giro di posta, nel tentativo di fare quantomeno il quadro della situazione, consapevole che la soluzione non può che passare da un risanamento finanziario che allo stato appare irrealizzabile e che, dunque, potrebbe non esserci altra scelta che quella di staccare la spina e mettere il Sistema in liquidazione.

«È da due anni che cerchiamo di dipanare la situazione dal punto di vista legale ed economico - ha spiegato ai nostri microfoni -. Tuttora stiamo lavorando, ma ci sono quasi 700mila euro di pendenze che devono essere risolte con privati e con la Regione nonché contenziosi di tipo legale. Insomma, la situazione non è delle migliori, così come, del resto, non lo è mai stata negli ultimi due anni».

Anche se Romeo non pronuncia esplicitamente la parola “liquidazione”, questa traspare nettamente dal suo ragionamento. «Probabilmente - spiega - avremo necessità di adire a situazioni particolari. Situazioni anche abbastanza determinate, di un certo tipo. Ma sta all'Assemblea dei sindaci decidere. Io ho assunto la presidenza con grande disponibilità ma ovviamente non siamo stati noi a determinare questo stato di cose».

Paradossalmente il Sistema vanta anche dei crediti: si tratta delle erogazioni, proporzionate alla popolazione residente, che alcuni degli enti soci del consorzio non hanno mai conferito. Tra questi anche il Comune di Vibo (che di suo reclama però anche l’affitto di Palazzo Santa Chiara). Cifre comunque insufficienti a ripianare i bilanci.

«Con i Comuni c’è un dialogo costante e non ci sarebbero problemi ad acquisire le quote - spiega Romeo - ma non si tratta di cifre che possano aiutare a raggiungere un riequilibrio di bilancio. Il problema grosso sono infatti i contenziosi con i privati e con la Regione Calabria. Mentre per quello che riguarda il Comune di Vibo la questione è in mano ai giudici che si determineranno in merito».

Il complesso Santa Chiara, sede del Sistema bibliotecario vibonese
Il complesso Santa Chiara, sede del Sistema bibliotecario vibonese

Il debito con la Regione ammonta invece a 110mila euro. Improbabile, anche per questo fattore, che la Cittadella possa arrivare in soccorso. «C'è stata e c'è ancora un'interlocuzione politica con la Regione - spiega Romeo - che è servita a definire il reale ammontare del debito e dunque definire l'esatta cifra. Questo però non determina la risoluzione del problema» ammette Romeo.

In questo desolante quadro, sembrano lontanissimi i tempi in cui il Sistema bibliotecario vibonese promuoveva il Festival Leggere e scrivere e rappresentava la regione nelle manifestazioni fieristiche di settore in giro per l’Italia. Anche il suo patrimonio librario resta serrato all’interno di Palazzo Santa Chiara. L’edificio storico dovrebbe comunque riaprire a breve i battenti per ospitare i servizi della Biblioteca comunale sospesi, in via Palach, per via dell’intervento di ristrutturazione dei locali. Nell’ex convento, invece, l’attuale amministrazione comunale progetta di realizzare un polo culturale, ma il destino dei 90mila volumi del Sistema bibliotecario non è ancora chiaro.