C'è chi dice Sì. I serbatoi di Meridionali Petroli a Vibo Marina non raccolgono un dissenso unanime. Non mancano infatti i vibonesi che vedono in quell'impianto industriale soprattutto una fonte di lavoro e sviluppo economico.

La questione è tornata nuovamente alla ribalta con l'imminente approvazione del Piano di Sicurezza Esterna, che prevede la realizzazione di una corsia riservata ai mezzi di emergenza in via Vespucci, lungo il perimetro dell'impianto.

La principale conseguenza sarà l'eliminazione delle aree di sosta utilizzate soprattutto durante la stagione estiva per accedere alla spiaggia libera. Una prospettiva che ha portato in piazza, giovedì sera, numerosi cittadini e associazioni per protestare contro la permanenza dei serbatoi a Vibo Marina e chiedere con forza la loro delocalizzazione nell'area industriale di Porto Salvo.

A favore del Piano di Sicurezza Esterna — in attesa dell'approvazione definitiva, dopo le eventuali osservazioni che cittadini, enti e associazioni potranno presentare entro il 28 giugno — si è schierato Mino De Pinto, ormeggiatore e coordinatore territoriale del movimento Futura Nazionale (Vannacci).

«La sicurezza non può essere messa in discussione»

«Parlo a nome del gruppo degli ormeggiatori, che rappresento da 27 anni. Operiamo quotidianamente all'interno dell'area portuale e riteniamo che la normativa sulla sicurezza debba essere applicata integralmente. Chi lavora in porto ha il dovere di garantire condizioni che consentano interventi rapidi in caso di emergenza. Un incidente a bordo di una nave o qualsiasi altro evento critico richiede un accesso immediato dei soccorsi: in certe situazioni arrivare in tempo può fare la differenza e salvare vite umane», afferma De Pinto.

Il nodo parcheggi

Il tema più discusso riguarda la riduzione dei parcheggi lungo via Vespucci e le difficoltà che potrebbero incontrare i bagnanti diretti alla spiaggia libera.

«Vibo Marina non può essere considerata esclusivamente una località turistica. È una realtà cresciuta anche attorno alle attività industriali e portuali. A mio avviso questa polemica è stata strumentalizzata. Non si può chiedere di derogare a una legge per mantenere alcuni posti auto. Le norme esistono per tutelare la sicurezza e la salute pubblica», sostiene.

Secondo De Pinto, la perdita di una parte delle aree di sosta non comprometterebbe l'accesso al mare.«Anche eliminando alcuni parcheggi, la spiaggia rimarrebbe raggiungibile. Nelle vicinanze esistono altre aree di sosta, sia lungo via Vespucci sia negli spazi realizzati negli ultimi anni dall'Autorità Portuale. Le persone che frequentano questa zona sono prevalentemente residenti, che continueranno a raggiungere il mare anche senza poter parcheggiare a pochi metri dalla spiaggia. Chi vuole fare il bagno viene comunque».

Delocalizzazione sì, ma con un progetto concreto

Quanto alla delocalizzazione dei serbatoi, il coordinatore di Futura Nazionale non si dichiara contrario in linea di principio. «Sono favorevole al trasferimento dei depositi, ma soltanto all'interno di un progetto concreto, sostenibile dal punto di vista economico e capace di garantire la continuità occupazionale. Finché non esisterà una soluzione di questo tipo, ritengo sia necessario rispettare le regole esistenti per tutelare sia i lavoratori sia la sicurezza dell'area».

«All'interno dell'ambito portuale lavorano decine di operatori. Meridionali Petroli ha assicurato occupazione per molti anni e rappresenta una componente importante del sistema economico locale».

«Vibo Marina è un polo industriale»

Sul futuro di Vibo Marina dice: «È una realtà a forte vocazione industriale e portuale, più che turistica. Le persone che frequentano la spiaggia alle spalle della Meridionale Petroli sono prevalentemente residenti. Non abbiamo villaggi turistici né un'economia fondata sul turismo: la nostra realtà vive soprattutto di attività commerciali e produttive. Il turismo può certamente crescere, ma servono investimenti e interventi di riqualificazione che, al momento, non si sono ancora concretizzati».

Sulla manifestazione organizzata contro i serbatoi afferma: «Molti cittadini hanno scelto di non partecipare perché comprendono che il rispetto delle norme sulla sicurezza non può essere messo in discussione».

«La tutela della vita umana viene prima di tutto»

Dello stesso avviso anche Antonia Callipo, addetta al servizio integrativo antincendio. «Per chi lavora nella sicurezza la priorità resta sempre la tutela della vita umana», conclude.