Ancora uno scioglimento per mafia, ancora una volta a Soriano Calabro. Il Comune delle Preserre fa segnare così il terzo provvedimento di questo tipo in vent’anni, con la fine anticipata della consiliatura e l’arrivo della commissione prefettizia che guiderà l’ente per 18 mesi, salvo eventuali proroghe del commissariamento.

Con la decisione assunta ieri, 28 aprile 2026, la relazione del ministro dell’Interno richiama «accertati condizionamenti da parte della criminalità organizzata» tali da compromettere il buon andamento dell’azione amministrativa. Valutazioni maturate dopo l’ispezione condotta dalla commissione d’accesso, inviata il 3 luglio scorso. Una decisione che allora il sindaco Antonino De Nardo, adesso decaduto, aveva definito «un’opportunità» per dimostrare che tutto era in ordine in termini di legalità e trasparenza.

Il primo scioglimento nel 2007

Il primo scioglimento risale al 2007. Nel decreto si parlava di «forme di ingerenza della criminalità organizzata» emerse dagli organi investigativi, capaci di esporre l’amministrazione a «pressanti condizionamenti» e di compromettere la libera determinazione degli organi comunali.

Nella relazione allegata al decreto venivano richiamate criticità diffuse nella gestione dell’ente: rapporti di parentela, frequentazioni e legami tra amministratori e soggetti riconducibili alle consorterie locali, anomalie nella gestione di beni comunali, urbanistica, contributi, tributi e appalti pubblici.

In particolare, la relazione evidenziava come «l’uso distorto della cosa pubblica» si fosse concretizzato nel favorire soggetti collegati direttamente o indirettamente ad ambienti malavitosi.

Il decreto del 2022 e la proroga del commissariamento

Il secondo scioglimento è arrivato con il decreto del presidente della Repubblica del 17 giugno 2022, dopo le elezioni amministrative del 2019 vinte da Vincenzo Bartone. Anche in quel caso furono riscontrate «forme di ingerenza della criminalità organizzata» e «pressanti condizionamenti» sull’amministrazione, con grave pregiudizio per gli interessi della collettività e perdita di credibilità dell’istituzione locale.

La relazione ministeriale del 2022 ricordava espressamente il precedente del 2007 e descriveva un contesto territoriale segnato dalla presenza di clan ’ndranghetisti, da scontri tra gruppi criminali e da sette omicidi di mafia registrati tra il 2012 e il 2018.

Tra gli elementi evidenziati nella proposta di scioglimento figuravano rapporti ritenuti controindicati di amministratori locali, criticità negli affidamenti a imprese colpite o lambite da interdittive antimafia e una situazione fortemente deficitaria nella riscossione dei tributi.

Nel 2023 la gestione commissariale è stata prorogata di altri sei mesi perché, secondo il decreto del 9 agosto 2023, non risultava ancora esaurita l’azione di recupero e risanamento dell’istituzione locale, «ancora segnata dalla malavita organizzata».

Il ritorno alle urne e il nuovo stop

Le elezioni amministrative del 2024 avevano poi riportato il Comune alla gestione ordinaria con la vittoria di De Nardo, eletto sindaco con la lista Soriano Futura. Infine, ieri, 28 aprile 2026, il nuovo decreto di scioglimento, arrivato a meno di un mese dalle elezioni amministrative che il 24 e 25 maggio coinvolgeranno 13 comuni vibonesi. Quasi un monito. L’ennesimo.