martedì,Settembre 21 2021

Una cena al buio per accendere gli altri sensi

Pienamente riuscita l’iniziativa dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti di Vibo Valentia che ha coinvolto in uno speciale banchetto a luci spente anche gli amministratori del Comune di Ionadi.

Una cena al buio per accendere gli altri sensi

Dopo le passate edizioni, tutte ben riuscite, l’Unione italiana ciechi e ipovedenti (Uici) di Vibo ha inteso mettersi nuovamente in gioco, organizzando l’ormai tradizionale “Cena al buio” con il coinvolgimento di quanti sono impegnati a servizio della collettività e degli amici che stanno collaborando alle iniziative della sezione vibonese.

Si sono, infatti, ritrovati nei giorni scorsi presso l’Istituto alberghiero di Vibo, i componenti della giunta ed alcuni consiglieri del Comune di Ionadi, nonché i rappresentanti delle associazioni del paese alle porte del capoluogo, che ha inteso proseguire con l’Unione il cammino intrapreso grazie alla Campagna di prevenzione “Occhi ai bambini” e proseguito con l’intensa “Festa di Santa Lucia – Giornata Nazionale del Cieco”.

La possibilità di calarsi nelle particolari emozioni di una cena al buio è stata anche colta al volo da quanti si stanno prodigando per il buon esito del progetto in favore dei ciechi pluriminorati: dall’ideatore dell’originalissimo Corso di fotografia per ciechi e ipovedenti, Saverio Caracciolo, dall’istruttore del Corso di vela Romeo Camerra, da quello del Laboratorio teatrale “Insieme in scena” Paolo Massaria, oltre che da familiari, amici e da alcuni non vedenti, i quali hanno fatto – sostanzialmente – da riferimento ai tavoli per molti commensali. Tra costoro, infatti, qualche stato d’ansia iniziale, creato dall’impatto col buio assoluto, è stato brillantemente superato proprio grazie ai ciechi ed agli ipovedenti presenti in sala, tre dei quali nelle vesti di camerieri ed il presidente Uici Giovanni Barberio in quella di coordinatore del servizio e della serata.

Lo stesso Barberio ha dichiarato a fine cena «abbiamo fatto tutto con il nostro impegno e con la collaborazione degli amici dell’Alberghiero, che ringraziamo vivamente, in particolare nelle persone del suo dirigente Carlo Pugliese, dello chef Pino Cardamone e del docente Fausto Raniti. Si è creata un’atmosfera suggestiva e coinvolgente, in cui guide non vedenti hanno aiutato i vedenti a riscoprire il valore dell’ascoltare, il bello del toccare, il piacere del gustare e il fascino del riconoscere i profumi. Ogni portata è stata assaporata rigorosamente al buio ed il gusto si è ulteriormente intensificato grazie alla maestria di Cardamone e del suo staff. L’evento culturale, di singolare intensità, è stato studiato per esaltare il momento conviviale e per vivere nel buio una particolare esperienza di relazione e di comunicazione, permettendo a chi ha il dono della vista di sperimentare un importante momento di vita quotidiana alla maniera di chi non vede, potendo cogliere ogni attimo di assenza della luce ed avendo l’opportunità di una concreta condivisione».

«Gli obiettivi – ha proseguito Barberio – possono considerarsi pienamente raggiunti e lo testimoniano, tra l’altro, le splendide riflessioni espresse durante la cena da alcuni commensali. Caterina Signoretta, Vincenzo Ruffa, Rosetta Currà, Mariangela Ridolfo, Sergio Martino, Romeo Camerra, Francesca Primerano sono quanti hanno fanno conoscere agli altri le loro impressioni a caldo, ma le luci accese per il brindisi conclusivo hanno fatto vedere lo sguardo soddisfatto di tutti, anche di quanti prima dell’ingresso in sala celavano malamente un pizzico di tensione. Complimenti speciali ai camerieri non vedenti Francesca De Rito, Silvia Baresani e Francesco Bretti, che hanno servito in modo impeccabile i presenti e agevolato, con la loro sicurezza, la piena tranquillità dei commensali vedenti e la possibilità di introdursi pienamente nelle meravigliose sensazioni di una cena indimenticabile. Grazie a Tommaso Bretti, Giuseppe Bartucca, Eugenio Mazzini e Domenico Alessandria, che hanno lavorato dietro le quinte, permettendo che tutto funzionasse in modo ineccepibile. Grazie, infine, al Conad di Viale De Gasperi a Vibo, che ha collaborato con le derrate alimentari. Grazie a tutti coloro che hanno regalato una nuova pagina di integrazione e condivisione al libro dell’Uici ed a quello della nostra provincia».

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