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Il manufatto in cemento armato contiene reperti di notevole valore ma è incompiuto ormai da diversi anni. Il consigliere Lo Schiavo annuncia un’interrogazione: «E’ un obbrobrio, va restituito decoro al luogo»

Lo "spettacolo" davanti al Duomo di Vibo
Cultura

Uno scandalo al sole. Un patrimonio archeologico di notevole valore rimasto da anni sospeso in una sorta di limbo che non rende giustizia all’importanza del ritrovamento né alla millenaria storia della città. Il “sarcofago” in cemento armato che contiene, in piazza San Leoluca a Vibo, importanti reperti di epoca greca e romana è una delle principali incongruenze che riguardano i beni storico-culturali di cui la città è ricca. Beni che rientrerebbero nel più ampio Parco archeologico cittadino, ma che non sono adeguatamente valorizzati né, allo stato, resi pienamente fruibili alla collettività. A riportare l’attenzione sullo “strano caso” dell'antico fonte battesimale di piazza San Leoluca, occultato da un sarcofago in calcestruzzo a sua volta coperto da teli neri, è ora il consigliere comunale dei Progressisti per Vibo Antonio Lo Schiavo. L’esponente dell’opposizione, parlando esplicitamente di «altra vergogna vibonese», annuncia la presentazione di un’interrogazione consiliare. «Siamo - scrive Lo Schiavo - ormai assuefatti al degrado. Per questo presenterò un’interrogazione urgente per chiedere spiegazioni su questo obbrobrio e chiederò che nell’attesa di completare i lavori (quando?) sia dato un senso di decoro e di rispetto per questo luogo. Che immagine diamo di Vibo? - si chiede ancora il già candidato sindaco -. Cercherò di coinvolgere l’assessore Lorenzo Lombardo che già mi ha dimostrato attenzione sul punto».

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