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La Direzione generale della Soprintendenza ha accolto l’invito formulato da Codacons e Università di Roma Tre per il recupero dell’importante bene architettonico

L'ex Palazzo vescovile di Mileto
Cultura

Si muove finalmente qualcosa riguardo all’ultradecennale problematica dell’ex Palazzo vescovile di Mileto, lasciato colpevolmente in stato di degrado in attesa, forse, che pieghi le ginocchia e vada definitivamente in rovina. È delle scorse ore la notizia divulgata da Codacons e Dipartimento di Architettura dell'Università di Roma Tre - realtà che in questi mesi avevano messo in rilievo la necessità di avviare un procedimento volto a far dichiarare l'interesse architettonico del Palazzo Vescovile - con cui si rende noto che il ministero per i Beni e le attività culturali, per il tramite della Direzione generale della Soprintendenza, ha accolto l’invito e ne ha avviato la procedura. Davvero una bella notizia, che si spera possa consentire di porre rimedio a carenze endemiche registratesi negli anni in tema di preservazione del complesso architettonico. 

«Proprio a salvaguardia di tale bene - spiegano oggi l’avvocato di Codacons Claudio Cricenti ed i docenti del Dipartimento di Architettura di Roma 3, Ginevra Salerno e Michele Zampilli - si è dapprima avanzata la richiesta per far dichiarare l'interesse architettonico ai fini della conservazione e tutela ed ora. Alla luce dell'importantissimo e significativo riconoscimento avvenuto da parte della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia - aggiungono - si attenzionerà adesso l'immobile per cercare di assicurarne l'importantissimo valore». Al riguardo è stato, nel frattempo, formato un comitato composto proprio dal Codacons, Dipartimento dell'Università ed alcuni cittadini ed esperti che hanno quale unica finalità la tutela dei beni e delle attività culturali e, quindi, in questo caso a cuore la sorte dell’antico palazzo situato alle spalle della villa comunale di Mileto. Un edificio considerato importantissimo patrimonio culturale, scientifico e architettonico della Calabria, in quanto uno dei rari palazzi della prima ricostruzione, ad opera dei Borbone, successiva al terremoto del 1783, e testimonianza del sistema costruttivo antisismico "baraccato". L’ex Palazzo vescovile, costruito tra il 1793 ed il 1795 con questa tecnica, ha brillantemente resistito alle successive scosse di terremoto e, soprattutto, ai tanti episodi “fortuiti” (incendi e quant’altro) registratisi inopinatamente negli ultimi decenni. Adesso sta, purtroppo, lentamente piegando le “ginocchia” e andando giù. È partita la corsa contro il tempo. La speranza è che si riesca ad intervenire prima che sia troppo tardi.

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