sabato,Settembre 25 2021

La comunità di Argilla

Storie, personaggi, vite di paese. Semplici e normali, a volte invisibili. Quante ce ne sono nei paesi calabresi? E chi ha mai pensato a loro? Bisognerebbe dedicargli una statua...

La comunità di Argilla

“Come spiegartelo? Il principio è quello di ripopolare il paese con i legami, le figure e le esperienze frutto delle relazioni con personaggi di ieri o di oggi, che in qualche modo rappresentano ancora, seppur sotto traccia, il paese. Personaggi ormai quasi invisibili a cui nessuno avrebbe mai fatto una statua… mentre è bastato farlo per rendere vitale e virale la loro presenza!”

Parola di Antonio Montesanti, artista e storico vibonese, che da qualche anno ha messo radici a Pizzo con il suo laboratorio creativo ispirato alla tradizione artigianale siciliana. Molte le sue opere in ceramica, che riprendono soprattutto la quotidianità dei pescatori e di tutto il mondo strettamente connesso. Guzzareij, conzi, paleje, donne e uomini di mare uniti da colori vivaci e passioni. Adesso, il tema è leggermente cambiato, pur rimanendo sempre nella “peinture des mouers”, per usare un termine Balzacchiano, ovvero l’antropologia paesana fatta arte.

Antonio Montesanti adesso ce l’ha (simpaticamente, ovvio) con i signori di Pizzo. Li prende, li fa sedere e li plasma. Una fedelissima riproduzione del personaggio. “Clay identity”: la comunità di argilla. Ecco la bellezza.
“Comunque – scherzi a parte – sto realizzando delle somiglianze nei visi e nella posizione, che sorprendono me per primo ed è gratificante vedere emozionarsi i soggetti quando si rivedono e si raccontano. Probabilmente neanche io ho piena coscienza della “piena” positiva che si è messa in moto”.

Già, così come si vede dalle foto, con i fortunati vincitori della statuetta d’argilla che tengono stretti in mani il premio alla carriera. Alla loro vita vissuta parlando e mangiano paesano.

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