Successo a Mileto per il convegno regionale sugli Archivi diocesani

L’evento organizzato dall’Ufficio regionale per i Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale calabra

L’evento organizzato dall’Ufficio regionale per i Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale calabra

Informazione pubblicitaria

Era dal 1980 che non si svolgeva un convegno regionale per gli Archivi. Si capisce bene, allora, l’importanza dell’incontro “Gli Archivi storici diocesani. Tra conservazione e valorizzazione”, svoltosi nei giorni scorsi all’interno del Seminario vescovile di Mileto. Il secondo Convegno regionale della Sezione archivi è stato organizzato dall’Ufficio regionale per i Beni culturali ecclesiastici della Conferenza episcopale calabra. Oltre che ai direttori e ai collaboratori degli Archivi storici, si è rivolto ai vicari generali-moderatori di Curia, agli incaricati diocesani per i Beni culturali ecclesiastici, ai docenti di Storia della Chiesa e ai ricercatori. Un’occasione unica, dunque, per fare il punto della situazione e affrontare in modo unitario le problematiche e le opportunità di sviluppo del settore, con l’obiettivo dichiarato di rendere gli istituti canonici, culturali e pastorali sempre più idonei alle attuali aspettative. Il convegno, moderato dal responsabile ambito archivi dell’Ufficio regionale per i beni culturali ecclesiastici monsignor Filippo Ramondino, si è sviluppato con gli interventi di diversi esperti in materia. In primis, del direttore dell’Ufficio regionale di settore Paolo Martino, il quale si è soffermato sulla necessità di aprire gli archivi e di renderli maggiormente fruibili. Subito dopo ha preso la parola il soprintendente archivistico della Calabria Ada Arilotta (in foto), che ha invece focalizzato l’attenzione sull’importanza degli archivi ecclesiastici nel panorama culturale nazionale e sulla conseguente esigenza di dar loro il giusto sostegno statale in termini di competenze tecnico-scientifiche e finanziarie. Quindi, la relazione del vice presidente della Cec, nonché vescovo di Oppido-Palmi, monsignor Francesco Milito che, dal canto suo, ha trattato con acume e puntualità il tema: Conservazione e valorizzazione della memoria ecclesiale oggi. Gli archivi a servizio della nuova evangelizzazione in Calabria. Nello specifico, il presule ha posto l’accento sul ruolo pastorale dell’archivista e sull’importanza delle carte d’archivio, “nuove Sacre scritture della Chiesa da tutelare e incrementare e non disperdere”. Subito dopo, i direttori degli Archivi storici diocesani hanno relazionato sui mezzi di consultazione, di produzione scientifica e di fruizione editoriale delle fonti archivistiche esistenti in Calabria. Il convegno è proseguito con l’illustrazione dei risultati e delle innovazioni di ricerche con lo strumento Ceiar, ad opera delle archiviste Concetta Di Bella e Elisa Cagnazzo, con l’interessante dibattito in sala e le conclusioni finali affidate allo stesso monsignor Luigi Renzo. Il vescovo miletese, al termine della giornata, ha richiamato tutti ad una maggiore tutela degli archivi parrocchiali, invitando all’impegno “affinché gli archivi diventino sempre più laboratori di idee e di studio e luoghi privilegiati dove far crescere la sensibilità degli storici”.     LEGGI ANCHE: Tutto pronto a Mileto per il Convegno regionale degli Archivi storici diocesani

All’Archivio di Stato resa fruibile la storia di tutti i comuni del Vibonese